L’IMPORTANTE E’ SEDERSI

SINFONIE

Ogni anno, nel mondo, circa ottocentomila persone muoiono a causa di un suicidio.

Nel 2012, il suicidio è stata la seconda causa di morte di giovani tra i quindici ed i ventinove anni.

Capisco che l’argomento sia più che delicato e dato questo per scontato poichè ormai nulla può esser dato per scontato, vorrei proporre un piccolo, umile inno alla vita.

Perché la vita è molto bella e magari andrebbe semplicemente detto, passando parola, condividendo questo punto di vista come si fa coi video cazzoni sui social.

La vita è molto più simpatica di quanto si pensi.

La possibilità immediata che stiamo avendo in questo istante è un privilegio.

Anche se vivi in un mondo in cui un uomo miserabile ed ignorante come Donald Trump è più ricco e potente di te e può permettersi di chiamare sua figlia Ivanka e di candidarla al vertice della banca mondiale.

Anche se oggi, dopo vent’anni, i tuoi compagni di classe hanno tutti la Lamborghini e l’attico in centro mentre tu vivi al sesto piano sulla tangenziale, coi buoni pasto di tua madre e la catena del cesso rotta, la vita è una chance che non si può rifiutare.

Anche se vivi in un mondo in cui la tenda della doccia ti si appiccica alla pelle, anche se Matteo Salvini vende più libri di molti importanti filosofi contemporanei, vale la pena continuare a lottare per far sì che il contrario finalmente accada.

Quando la cialda del caffè cade vergine nel cassettino insieme a quelle marce, quando l’unica soluzione del sabato sera è una bottiglia di vino o di qualsiasi altra cosa alcoolica, finanche del discount purché ti faccia dimenticare per qualche ora che razza di sofferenza ti si stia mangiando, sarà importante tenere a mente che la vita cambia può cambiare direzione in qualsiasi momento e che devi solo sederti ad aspettare un momento migliore.

Sederti anche sbronzo con la roba del discount, si.

L’importante è sedersi.

L’importante è rimanere verticale.

Quando ti rendi conto che ogni mattina ti aspetta l’ora di fila in autostrada per arrivare davanti a una scrivania che non hai mai voluto, quando il gatto ti caga sul cuscino perché non gli piacciono i nuovi croccantini che hai comprato, quando il biglietto dei Florence and the Machine costa settanta euro e tu non c’hai manco quelli per pagare la benzina per arrivare allo stadio dove suonano, lì arriva il momento di accorgersi che la vita, da qualche parte e senza che ciò sia palese, ti vuole bene, ti strizza l’occhio, aspetta una reazione.

Anche se i tuoi genitori voterebbero ancora Berlusconi.

Anche se tuo marito si è innamorato di un ragazzo minorenne.

Anche se hai mandato il curriculum pure nelle altre galassie e non ti hanno chiamato neanche dall’inferno per pulirne le porte, anche se lavori alla nettezza urbana di Città del Messico o al quarantesimo piano di un grattacielo sulla 5th e tutti i giorni vorresti decollare dalla finestra del tuo loft è giusto che tu sappia che la vita è molto bella, birbante, stupidina, impietosa e sempre pronta a sfidarti e tanto vale viverla perché magari, alla fine l’avrai vinta.

Anche se sei passata da una taglia 38 a una 54 in due mesi, anche se ti si è rotta la chiave nella toppa e sono le tre del mattino e sei di nuovo ubriaco con quella solita roba di merda del discount, anche se tuo padre è morto e ha lasciato l’eredità alla badante.

Anche se questa estate non vedrai il mare.

Anche se dalla banca ti chiamano tutti i giorni e non per chiedere come va a casa.

Anche se il film non è finito come volevi,  anche se l’autista ti ha visto che gridavi come un pazzo dietro al tram di aspettarti un attimo ed anzi ha accelerato, la vita può essere un gran bel piatto da mangiare, l’importante è non dimenticarsi di digerire.

Ogni anno, nel mondo, circa ottocentomila persone muoiono a causa di un suicidio.

Nel 2012, il suicidio è stata la seconda causa di morte di giovani tra i quindici ed i ventinove anni.

Capisco che l’argomento sia atroce e che non si possa sempre scherzare di tutto e dato questo preambolo per scontato poichè questa è l’epoca in cui, se dai qualcosa per scontato ti stroncano, altro che suicidio, vorrei proporre questo piccolo, demodè inno alla vita.

Perché la vita è una tecnologia che ancora nessuno è in grado di craccare e vale la pena scaricarla tutta e magari andrebbe semplicemente detto, passando parola, condividendo questo punto di vista come si fa con le ricette, col numero dello spacciatore, col nome del bed and breakfast più figo di Bali.

La vita è molto più vita di quanto si pensi.

Passaparola.

Italy, Sibillini Mountains, Castelluccio of Norcia, flower bloom

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4 pensieri su “L’IMPORTANTE E’ SEDERSI

  1. Davvero può sembrare banale dire che la vita è comunque vada meravigliosa, e davvero non centra la presenza di un Dio o la sua assenza, vale la pena davvero di viverla a fondo. Che poi, per assurdo, quando prendi calci in culo, se ti sai predisporre, comprendi che non servono per farti cadere ma per farti andare avanti, semplicemente perché ti eri fermato. Non giudico chi si toglie la vita, e non oso nemmeno immaginare cosa significhi arrivare a tanto, quale dolore straziante ti ci porta, ma so di certo che non è una soluzione. E’ come dire: ecco, questa vita del cazzo non mi piace, allora mi ammazzo così magari la prossima è migliore. Ma se non c’è una prossima? E se la prossima è uguale o peggio di quella che stai vivendo? Molto leggermente direi che qui vale il motto “chi lascia la strada vecchia per quella nuova sa quel che lascia ma non sa quel che trova.”, quindi tanto vale viverla questa vita, anche se puzza di merda e ci va stretta.
    Ah, complimenti per le tue parole madame :=)

  2. 🙂
    sempre piacevole e divertente leggerti… ma non è che qualcuno la vita l’ha craccata, e se la scarica usandoci come cavi usb?
    Sono più per ” …non ci sono scelte, la logica è continuare… essere insensibili agli ostacoli e continuare [Daniele Silvestri]”, mi viene difficile esserne entusiasta. Forse è che sono tra quelli fortunati!

    (bella anche la foto, che ci passo a volte di là)

  3. È tutto molto incoraggiante,alla fine “ci hanno regalato solo una vita e soddisfatti o no non saremo mai rimborsati abbastanza….”(Liga),ma attenzione,c’ è molta differenza tra vivere e sopravvivere.

  4. Il punto è che non c’è alcuna garanzia che sia meglio di “quanto si pensi”.
    Nessun “prima o poi arriva il tuo turno” che sia verificabile, o attestato.
    Anzi, quasi sempre riesce ad essere peggio, e fingere che non ci sia quella possibilità è rifiutare di guardare la realtà in cui si vive.
    Forse chi si suicida semplicemente smette di avere buone ragioni per continuare a provarci, continuare a far fatica per qualcosa che continua a non valere la pena – come dar loro torto?

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