IL BUFFET SPIEGATO A MIO FIGLIO

FAVOLE DI MADAME PIPI', GABINETTO DELLE PICCOLE COSE SERIE., PROGETTI DI DISINTOSSICAZIONE

Molte cose ancora non sai, figlio mio.

Ora mi chiedi, ad esempio cosa renda davvero speciale un italiano ultimamente, visto che sembrano passati gli anni classici, splendenti.

Ora ti domandi, figlio mio quali siano i marchi incandescenti che rendano inconfondibile la gente italica.

Se il mio dovere è quello di risponderti, ti confiderò senza indugio, mio amatissimo che ciò che rende un italiano perfettamente riconoscibile tra la folla è il suo approccio davanti ad un buffet.

E’ così, figlio amato.

Ti chiederai cosa avvenga nel corpo di un italiano dinanzi ad un buffet, tu rispondi che accade qualcosa di fisiologicamente incredibile quando un italiano si trova di fronte ad un tavolo imbandito con mille pietanze e vini e che tutto l’incredibile è riconducibile ad un’unica potentissima parola chiave: gratis.

Rispondi così, figlio mio e non sbaglierai.

Nel corpo di un qualsiasi italiano anche non necessariamente ligure, quando si concretizza la gioiosa eventualità di mangiar senza pagare avvengono delle alchimie e delle reazioni biologiche che preparano l’individuo italico a sopportare qualsiasi prova sia a livello fisico che psicologico.

Presto lo scoprirai con la tua pelle, ragazzo.

L’italiano di fronte ad un buffet offertogli tira fuori le pulsioni dei cani di Pavlov, aumenta la salivazione al solo suono delle posate che vengono sistemate in piccoli gruppi sul tavolo dai camerieri del catering e questo è un processo spontaneo che investe la persona tua conterranea a prescindere dalla sua classe sociale.

Le cosiddette autorità, personalità e tutti coloro che preferiscono esser chiamati per qualcosa che termini con -tà non sono esenti come potresti pensare anzi, faticano molto più delle classi medio-basse, visto il disperato e continuo tentativo di dissimulare il loro interesse nei confronti di faccende ignobili come il cibo.

Ma non temere, figlio mio perché vi è giustizia di classe, almeno di fronte al cibo gratuito e davanti al buffet persino i reali si sporcano le dita.

Ricorda, figlio mio che se davvero vorrai distinguerti per virtù è proprio davanti ai tavoli del buffet che potrai dimostrarlo, non prendendo parte alle odiose file di bestie bipedi che si accalcano nel preciso momento in cui vengono posizionate le teglie degli antipasti ed i piatti caldi.

Sono attese quelle, figlio mio, in cui vedrai la tua gente annebbiata, accecata dalla possibilità di mangiar lì risparmiando altrove e dunque dimentica del decoro.

Vedrai qualcuno prendere il piatto vuoto dalla pila e tenerselo stretto e schiacciato sul petto come farebbe un frate con la sua Bibbia.

Tu non emulare, resta saldo.

Distinguiti.

La brama sarà talmente tanta e la fila così lunga che potrai vedere gente col piatto schiacciato contro il petto in reception, fuori per strada, a due isolati di distanza dal ricevimento.

Ciò avverrà perché costoro pensano che accaparrandosi un piatto vi sia certezza di mangiare e quando si spera fortemente in qualcosa, il contrario non lo si contempla.

Ma tale speranza, in Italia si nutre solo per questioni del cazzo come il cibo, ti dico.

Tenteranno di superare più persone possibili facendo finta di non aver visto la fila oppure adducendo scuse su ipotetici impegni per il bene della società che dovranno affrontare dopo aver velocemente finalizzato uno spuntino ma tu non creder loro, figlio mio e cedi il passo ai loro stomaci poiché non ci si può spiegare né capire con le cloache.

Così al buffet li vedrai usare persino le mani perché, arrivato finalmente davanti alla pietanza dopo quaranta minuti di fila, l’italiano si sente potente, finito non perché, ripeto figlio mio, Gratis è sinonimo di Dio.

Il concetto di gratuito supera quello di Altezze dei cieli, un matrimonio felice, uno stipendio cospicuo ed un mese di aspettativa in Giamaica.

La parola gratis, figlio mio, risveglia i morti, fa sorridere i malinconici, fa breccia nel cuore di chi deve far favori o concedere il proprio tempo all’azienda per cui lavora senza esserne consapevole.

Il cibo gratuito ipnotizza, figlio mio.

Soprattutto se nasci qui, in questo paese straordinario di certo ma non quanto la lasagna, il risotto al Castelmagno, i cornetti salati ripieni e la caponata.

Se poi ci si prefigura anche la possibilità di scroccare tutto ciò, un senso di benessere colpirà le persone italiche che difficilmente proveranno altrove e so che un giorno, figlio mio anche tu proverai quella sensazione.

Ti prego, sii forte.

Datte un contegno.

 

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