La mia Sicilia ovvero è già pagata.

SINFONIE

Pur essendo una maniaca compulsiva dell’ordine e dell’efficienza, pur essendomi abbandonata tra le forti braccia della Lombardia per riuscire a trovare uno straccio di servizio pubblico garantito dignitosamente e della gente in macchina che freni in prossimità delle strisce pedonali dovrò ammettere prima o poi che non vi è posto nel mio cuore per nessun’altra regione poiché il posto è già tutto preso dalla Sicilia.

Ma non sopporto di dover capitolare dentro a status symbol consumati e dentro cui tantissima gente banale si trova d’accordo ma quant’è bella la Sicilia?!

Che rabbia che esistano tantissime persone che l’abbiano scoperta.

La Sicilia non dovrebbe essere per tutti; dovrebbe esser tenuta nascosta come si fa con quelle feste a Brooklyn in cui entri solo se sai il codice a sei cifre da inserire al portone.

Così dovrebbe essere.

Basterebbe quantomeno una dogana severa, delle leggi impietose che non facciano entrare più di venti persone a stagione oppure che si entri solo attraverso conoscenze, come si usa nei club per ricchi anziani.

Una cosa tipo che solo un siciliano può farti il visto per entrare in Sicilia e se ti riveli un coglione, quel siciliano che ti ha fatto entrare viene punito dalla legge.

Invece niente: anche e soprattutto in Sicilia c’è questa maledetta faccenda dell’ospitalità.

Durante i miei soggiorni sull’Isola ho sempre notato che le leggi convenzionali sono ben altre rispetto al sacro protezionismo che vorrei.

“Signorina, mi spiace ma è già pagato”.

“Oggi è nostra ospite, va bene?!” con un va bene che non lascia intendere possibilità di replica.

“Che fa, non me l’assaggia questo pochino di spaghetti con le alici e mezza pagnottella fritta e grattugiata dentro?! Che vuol dire è mezzogiorno?! Che c’entrano i quaranta gradi? Perché non c’ha appetito, che le manca?!”

Ma non capite? Io temo che il cibo finisca se si continua ad offrirlo a tutti e a farlo conoscere agli americani; io ho paura che la Sicilia venga consumata dai tedeschi rosa maialino ma agguerriti.

Temo che prima o poi, tutti sappiano quanto son belle le Madonie, che fermento culturale ci sia nelle vie della Kalsa, quanto sia bona la granita a Noto e che razza di natura ci sia a Ginostra.

Ho paura che tutto ciò venga finito dagli altri turisti come al Black friday.

Venga divorato dai francesi, dai veneti ma soprattutto dai milanesi che si comprano la casina bianca, il dammuso nero, la villetta marrone, l’appartamento affrescato.

Ho paura che mettano nei loro giardini le statuine di Buddha, che tolgano gli stucchi dai salotti e ci mettano il divano in ecopelle, che dentro al dammuso pretendano l’acqua corrente inesauribile e che leghino la bici davanti alla casina bianca perché non si fidano.

Ho paura che si portino da casa l’occorrente per fare il loro irrinunciabile spritz di merda al tramonto, ho paura insomma che i milanesi lamentandosi di quelli del sud che vengono a rubare il lavoro al nord vengano a rubare al sud la bellezza!

Uno splendore che non riuscirebbero a ricostruire nel loro ambiente neanche se restassero due settimane chiusi in un negozio cinese a comprare l’occorrente perché “Sai, dai cinesi trovo tutto!” e poi son bravi a fare persino i parchi acquatici al coperto, con le onde, figuriamoci se non riescono a rifare la spiaggia di San Vito.

Che paura.

Ma più che dei cinesi, io per la Sicilia temo quelli di Via Tortona.

Quanto bisogno c’è di difendere quest’isola incredibile, gloriosa?!

Smettete di farvi la guerra tra di voi per chi faccia meglio la caponata, siciliani, e difendete la vostra isola, smettendo oggi stesso di essere così gentili ed ospitali!

Provate anche voi a fare i famosi scontrini da capogiro che fanno a Roma, quelli da cinquecento euro per due fritti misti e vedrete che il turismo vi lascerà in pace, prima o poi!

Chiudete i porti e aiutateli a casa loro.

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6 pensieri su “La mia Sicilia ovvero è già pagata.

  1. Splendida Arianna! Ed hai perfettamente ragione! Dovrebbe essere un patrimonio dell’umanità. Ricordo bene un emiliano che rimase stupito dei”soli” 28€ pagati per un superpranzo a base di pesce vicino Palermo che ricorda ancora dopo molto tempo. In Sicilia è così….. è già pagato!

  2. Tutto bello, a parte le cronache quotidiane di maltrattamenti, sevizie e uccisioni di centinaia di animali loro malgrado randagi. Finché ci sarà quest’ombra( sulle altre sopprassiedo) la Sicilia sarà anche bellissima,ma non sana.

  3. Ad essere sincero non ho capito niente il vero motivo di questa lettera. Sara’ sicuramente che sono un povero siciliano ignorante.

  4. Splendide parole, una dichiarazione d’amore per una terra splendida che fa parte di una penisola meravigliosa. Una tale difesa della Sicilia dovremmo davvero farla, e dovrebbero farla anche i piemontesi per difendere le Langhe, i veneti per la Laguna, i toscani per le colline, i calabresi per i boschi della Sila, i campani per difendersi dai veleni, i pugliesi, etc. Per anni ci hanno fatto pensare che ciò che veniva da fuori l’Italia fosse meglio di quello che avevamo. Ciò che abbiamo in Italia è prezioso, ma non ci rende né superiori né migliori delle culture e tradizioni ( che rispettano l’umanità) degli altri paesi. Dovremmo proteggerlo e conservarlo dai turisti cafoni ma anche dai cafoni di casa nostra che per interesse economico lasciano devastare girandosi dall’altra parte o partecipando alla rovina delle regioni italiane. Le coste devastate, le montagne che franano, le alluvioni, di tutto ciò dobbiamo considerarci noi cittadini prima di tutto responsabili ed evitare che avvengano e impedire che chi ha interessi possa occuparsi della conservazione del nostro territorio, cultura e arte.

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