AI MIEI TEMPI

GABINETTO DELLE PICCOLE COSE SERIE., PROGETTI DI DISINTOSSICAZIONE

Scritto e dedicato ai ragazzi del Liceo Artistico Garrone di Barletta, in occasione della loro Notte Bianca dedicata all’ambiente.

A me da giovane non mi fregava un cazzo dell’ambiente.

Non andava di moda pensare all’ambiente, a quei tempi.

Non c’era ancora questa cultura di oggi, così attenta al pianeta in cui ci ritroviamo a vivere, alla natura che esiste da molto tempo prima che arrivassimo noi a volerla domare.

A quindici anni io, come tutti i miei coetanei eravamo dei veri animali anzi peggio, visto che gli animali non hanno mai dato fastidio al pianeta, fino a quando non siamo arrivati noi ad allevarli.

Quando ero giovane come voi mica c’era tutta questa consapevolezza.

Andavamo a scuola ciascuno col proprio motorino, pensate che merde.

Ognuno con la sua marmitta Proma oppure tutti dentro a quegli autobus arancioni coi sedili unti e le scritte coi pennarelli neri con la punta grossa, i “Tag”, quegli sgorbi incomprensibili che si fanno anche sui muri con le bombolette spray, quelle scritte che qualche volta provi a decifrare, per capire cosa ci sia scritto di così importante da dare a uno il permesso di scrivere su un muro pubblico e poi, quando finalmente le hai decifrate e leggi “CANENEGRO”, “SCACCOMATTO”, “CRUSH”, quasi quasi ti penti di averle decifrate, di esserti messo lì a tradurre quei geroglifici per cerebrolesi e t’incazzi per aver perso l’occasione di trovarti lì, nella notte in cui qualche coglione stava togliendo il tappo al pennarello o ad una bomboletta per scrivere fregnacce di questo tipo su una superficie anche un po’ tua.

Ai miei tempi, a scuola ci si andava da veri incoscienti, mica come adesso: ci si andava con la cartella di poliuretano espanso dell’Invicta, tutti vestiti come rapper disadattati, tutti vestiti di marche che contribuivano ad ammazzarlo, il povero pianeta: Nike, Adidas, H&M e tutti quei marchi che producevano la roba a metà della metà del prezzo a cui noi la pagavamo, facendola cucire da bambini delle elementari anche per 20 ore al giorno per poi dar loro 4 euro di stipendio.

Oggi siete molto più coscienziosi di noi: sapete che comprare certa roba è complicità criminale.

Ai miei tempi le scuole si scaldavano ancora col gas, mica coi pannelli solari ed i libri erano fatti ancora tutti di carta!

Però non c’era mai la carta igienica nei bagni: era forse uno dei primi segni di una timida consapevolezza ambientale però la merenda era ancora una merendina confezionata a migliaia di chilometri di distanza da industrie colpevoli di deforestazioni, impoverimento del suolo, surriscaldamento globale ed avvelenamento di tutte le diete mondiali.

Mica come adesso che potete prepararvi le cose genuine a casa e portarvele a scuola senza che vi piglino per il culo.

Ai miei tempi mangiavano Findus, Nestlé, Algida, Kellogg’s, Kinder, Chipster.

Ai miei tempi bevevamo la Coca Cola.

Era normale, non sapevamo.

Non c’era l’usanza di raccogliere informazioni su chi prendesse i nostri soldi dandoci in cambio veleno.

A noi non ci fregava niente.

A noi bastava ritrovarci il sabato al centro commerciale, altro che manifestazioni.

Non eravamo come voi perciò grazie di esserci, ragazzi!

 

 

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