Il paladino da marciapiede

COSE FASTIDIOSE, PROGETTI DI DISINTOSSICAZIONE

A San Valentino succede sempre qualche fatto di merda eppure continuiamo a consentire che venga celebrato.

Nel 1876 Alexander Graham Bell fa domanda di brevetto del telefono condannandoci ad epiche torture quali “Vuoi salutare la zia?” oppure il più moderno “Ho letto tutta la vostra conversazione”.

Nel 1939 avviene il varo della Bismark, la corazzata tedesca che comunque non è che se ne aveva così bisogno.

Nel 1989, il primo di 24 satelliti del sistema GPS viene messo in orbita e così oggi siamo localizzabili anche al gabinetto, nel 2004 in un sobborgo di Mosca, crolla il tetto di un parco acquatico al coperto: 25 morti e oltre 100 feriti, nel 2005 in California viene fondata la piattaforma web YouTube e così io oggi sono costretta a caricarci dentro demenzialità per poter esser letta da voi.

Nel 2018 in Florida avviene il Massacro alla Marjory Stoneman Douglas High School e quest’anno, in Italia, mentre Assange sta schiattando in carcere per aver diffuso documentazione sui crimini di diversi stati fra cui quelle birbe degli Stati Uniti d’America, i nostri giornalisti telefonano alla trattoria “Da Gianni ar Colosseo” per denunciare la disobbedienza di fronte all’ordinanza del super green pass che toglie a Gianni e a tutti i ristoratori una discreta percentuale di clienti che non possono entrare a mangiare roba su cui bisognerebbe poi discutere ma non è questa la sede.

Trovo questo fatto offensivo per due ragioni: prima di tutto che un giornalista finga di voler pagare in un ristorante è davvero un colpo basso.

In seconda istanza, per me non sei un giornalista ma una spia.

Esistono tre tipi di spie: quelle fighe dei film, con le loro vite all’ultimo respiro, gli abiti sartoriali e i bottoncini nell’auto per far esplodere convogli, le spie vere di cui non si sa niente ma di cui tutti vedono i pessimi risultati nelle varie faccende geopolitiche e quelle tipo i miei fratelli.

La categoria è famosa per la canzone “Non sei figlio di Maria, non sei figlio di Gesù, quando muori andrai laggiù”.

Potremmo chiamarle “le spie della poraccitudine”, quei soggetti che allietati da favori di vario genere o semplicemente dal piacere che deriva dal fare una bella figura, si lanciano in invettive che mirano a mandare a schifìo la vita di una persona più debole di loro perché dedita ad un lavoro normale, in un paese che vuole l’estinzione del lavoro, della normalità e delle persone deboli.

Certi opinionisti che denunciano i disgraziati che si sono umiliati a cucinare persino per stomaci che non lo meriterebbero, a me ricordano i miei fratelli quando mi “mandavano bevuta” coi miei genitori per il semplice gusto di risultare dei bravi ragazzini, delle personcine perbene e riusciva loro bene, visto che ero un avanzo di galera; eppure, nell’economia del mondo non facevo nulla di male perché quando sei adolescente il male lo hai dentro.

E anche quando fai l’imprenditore in Italia, il male lo hai dentro.

Comunque, i miei fratelli li perdono perché quello di risultare brave persone è un piacere che oggi non va più di moda.

Le cose sono cambiate: oggi ci piace risultare accattivanti ma non per questo originali, nel recinto ma col vestito di pelle, inclusivi ma rissosi, vegani ma con gli stivaletti scamosciati.

Questa breve storia triste spiega perché una o più persone con un discreto seguito mediatico o con un posto fisso dentro ad un quotidiano stantio come il pandoro che avete abbandonato nella credenza, nel giorno degli innamorati (maledetto dagli astri), decidano di svergognare degli esercenti colpevoli di sudare dalla testa ai piedi in cucina anziché di far sudare solo le profondità del sedere sulle poltroncine di qualche salotto televisivo

Così si capisce perché convenga rovinare un commerciante che disobbedisce ad una legge piuttosto che un sistema che se ne fa da solo di leggi, per prosperare, dai tempi in cui Bruno Vespa andava ancora al liceo.

Così si comprende perbene che, nonostante si provenga da ambiti dove il marcio ed il torbido siano diffusi in enormi quantità, come quei profumatori di merda che subisco nei bagni degli autogrill o come il cosiddetto settore dello show-business, (al quale ambisco di potermi avvicinare prima che la forza fisica e la voglia di picchiare mi abbandonino), nonostante si conoscano il marcio ed il torbido, si preferisca generare odio e fallimento fra i più piccoli per poter preservare il proprio posto da paladino da marciapiede.

I marciapiedi infatti sono sempre più affollati di paladini, specialmente di notte.

Per non parlare poi della notte di San Valentino.

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