CALENDARIO DEL MI AVVENTO

COSE FASTIDIOSE

Mai come quest’anno i diversissimi significati della parola “Avvento” sembrano avvicinarsi: l’Avvento natalizio si avventa su di noi che, a nostra volta ci avventiamo su qualcosa o su qualcuno proprio come lo Stato si avventa su di noi in maniera meno folkloristica dell’Avvento ma pur sempre inesorabile.

Allora, mai come quest’anno sembrerebbe ipocrita l’ostinazione di fingere che anche questo Natale sia magico e così stanotte ho avuto una visione e ho pensato di ideare un calendario dell’avvento più attuale, più consono a questo anno bizzarro che abbiamo fra i piedi.

Un calendario con una bella grafica vintage, proprio come certi calendari viennesi della Belle Epoque, in cui ad ogni finestrella anziché un cioccolatino o una scenetta con le renne, corrisponda una sonora inculata.

Venticinque finestrelle con il pronostico della giornata oppure un semplice memorandum come quello di certi calendari filosofici accompagnati da un’idea grafica rassicurante come quella dei segnaposti delle case perbene.

In attesa di un grafico disponibile, anticipo qui il contenuto di ciascuna finestrina affinché, per una benedetta volta non ci siano brutte sorprese e ciascuno sappia ciò che c’è da sapere e da aspettarsi:

Finestrella 1 Dicembre: dal primo gennaio le bollette del gas aumenteranno del 50%.

F.2 Dicembre: Babbo Natale esiste solo a pagamento nei centri commerciali.

F.3 Dicembre: Dell’Utri è un uomo libero.

F.4 Dicembre: E’ appena uscito “The Voice Senior”, un reality TV che, se non bastasse è condotto da Clerici, Clementino ed altri che menziono perché per oggi, direi che può bastare.

F.5 Dicembre: la gente per strada è piuttosto stanca e le luci natalizie non riescono più ad attenuare la violenza ai semafori, anzi.

F.6 Dicembre: il virologo Bassetti è già apparso in copertina su diverse riviste, tu no.

F.7 Dicembre: con il Covid, nemmeno le app di appuntamenti sono più sicure: ti sei chiest* come farai a proseguire la specie?

F.8 Dicembre: oggi, mentre farai l’albero, ricordati che è l’ennesima azione anti-ecologica che tu ed il Vaticano condividete.

F.9 Dicembre: se non sei vaccinato e non sai cucinare, la tua vita ha i minuti contati.

F.10 Dicembre: ti fidi della tua banca? Perché?

F.11 Dicembre: è molto triste sapere fin da ora che sarà comunque Amadeus a presentare Sanremo.

F.12 Dicembre: l’espatrio è troppo regolamentato.

F.13 Dicembre: riesci già a sentir la puzza dei temporary shop?

F.14 Dicembre: hai già iniziato a fare spazio in casa per accogliere le centocinquanta stronzate cinesi di cui verrai ricoperto da amici e colleghi?

F.15 Dicembre: hai già iniziato a fare spazio in casa per accogliere le confezioni di Imodium che dovranno aiutarti a smaltire il contenuto del ripugnante cesto natalizio che ti consegnerà l’azienda?

F.16 Dicembre: che fai a Capodanno?

F.17 Dicembre: Amazon quest’anno ha fatturato 387 miliardi di dollari, e tu?

F.18 Dicembre: il quotidiano Libero ha appena beneficiato di un contributo pubblico di 2,7 milioni di euro, e tu?

F.19 Dicembre: Maria De Filippo ha appena compiuto 60 anni ed è in ottima forma.

F.20 Dicembre: ricordati che hai accumulato un sacco di ferie che non ti faranno mai godere.

F.21 Dicembre: chiunque andrà al Colle non ci andrà per il tuo bene.

F.22 Dicembre: Paolo Fox è pronto a rubarti i soldi anche quest’anno.

F.23 Dicembre: qualcuno ti regalerà un libro di Bruno Vespa dimenticandosi a casa lo scontrino per cambiarlo.

F.24 Dicembre: la maggior parte dei furti che avvengono in Italia, indovina in chi giorno avvengono?

F.25 Dicembre: vedrai la tua famiglia.

AVVENTO ELETTORALE

COSE FASTIDIOSE, PROGETTI DI DISINTOSSICAZIONE

Proprio come durante l’Avvento ci si prepara affinché tutto evochi e celebri il Natale, quindi ci si maschera da Babbi, si nascondono i regali negli armadi, si pensa a come cazzo fare per diventare più buoni di quanto già si sia, si comprano le lucine colorate e le candeline, ecco che anche il tempo precedente alle elezioni amministrative è un tempo ricco di piccoli rituali di preparazione che fanno brillare gli occhi agli addetti ai lavori.

E allora si asfaltano le strade, ci si ricomincia a salutare nel quartiere, si fa amicizia con gente improponibile, che non si sarebbe mai salutata, se non fosse che manca solo un nome per completare la lista elettorale.

Si organizzano un sacco di cose, appuntamenti sociali impensabili, concerti in piazza, sagre, corsi gratuiti ma soprattutto cene.

Poco prima delle elezioni si cena moltissimo e un po’ in tutti i modi possibili: formali e scomodi sopra alle sedie chiavarine in un bel palazzo antico oppure sotto ad un tendone davanti ad un tavolo di pizzette, poco importa perché si cena; si torna a casa e si può dire “io ho già cenato”.

Ci si mette la spilletta e si va alla cena elettorale perché si mangia gratis e tale proposta resta ancora, per l’italiano medio, in prima fila tra le priorità di vita.

Nel centro storico iniziano i rastrellamenti agli stand. IMG_4756

Se devi andare da un punto A ad un punto B e per farlo devi attraversare il centro, nel periodo che precede le elezioni dovrai contare quaranta minuti in più che ti serviranno per schivare la settantina di volontari che cercheranno di prelevarti dalla strada col fine ultimo di trascinare le tue spoglie al gazebo del loro partito e sequestrarti per poterti spiegare perché è ora di finirla.

Ti offriranno un bicchiere di succo ed una pizzetta perché sanno che sei italiano e mentre ti iniettano il nettare di ananas, con l’altra mano ti infileranno i santini del loro candidato nella tasca della giacca in modo che, quando riuscirai a divincolarti e sarà tardi per sbrigare la commissione, te ne tornerai verso casa pensando a che carini che son stati quelli del gazebo X che non ti hanno lasciato cartacce da buttare.

Poi, una volta a casa mentre appenderai la giacca penserai che il Fato ha voluto indicarti il nome di colui che dovrai votare poiché hai trovato il suo volantino elettorale miracolosamente accoccolato nella tua tasca.

Come un messaggio dei biscotti della fortuna cinesi.

Noterai con sollievo che non c’è la foto del candidato nel santino e che preferisci così perché costa caro stampare una foto a colori su carta e che il candidato, a quanto pare, sembra sia sensibile allo spreco del denaro pubblico, avendo rinunciato in maniera eroica a far stampare la sua faccia là sopra.

Non realizzerai che se vi fosse la foto sul bigliettino giammai lo voteresti perché il muso fortunatamente dice ancora molto.

Sti cazzi che mi asfalti la strada.