IL BIDET COME GESTO DI EMANCIPAZIONE

COSE FASTIDIOSE, PROGETTI DI DISINTOSSICAZIONE

Questo pezzo (un pò bacchettone, populista e ciellino) sarebbe dovuto andare in onda su Raidue, nella puntata di Nemo – Nessuno Escluso, del 9 Marzo 2018 ma è stato giudicato troppo duro dalla redazione.
Il tema, per il quale ero stata invitata a dire la mia in studio, era:
“il turismo sessuale femminile, la donna non più come oggetto sessuale ma come individuo in grado di amplificare il proprio piacere, la vendita porta-a-porta di sex-toys”.

Per onorare la libertà di espressione e il lavoro di scrittura svolto, mi piace proporvelo comunque, all’interno del mio repertorio, sperando che l’Ariannina vostra riesca, un giorno, a dire la propria dura opinione anche in tv. 

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Ci sono due argomenti che un autore comico dovrebbe smettere di trattare, una volta per tutte: la politica e il sesso.

E i motivi sono mille: prima di tutto, sono tematiche più che inflazionate e il rischio più ovvio è quello di cadere nella banalità più completa: vuoi far ridere? Parla di sesso o di politica.

Basta così, no?

Poi c’è il rischio di far brutte figure perché, se non conosci un argomento e ne parli, il pericolo della figura di merda è alle porte e conoscete la legge del “più ne parli e meno te ne intendi” ?!

Si può essere incompetenti tanto nel sesso quanto in politica: di fatti ,sia i comici che i politici mettono tristezza quando parlano di sesso, perché si tratta di due categorie indiscutibilmente poco avvenenti, e mettono ancora più tristezza quando parlano di ideologie, visto che i loro libri di storia marciscono in cantina.

Ma c’è un rischio ancora più pericoloso che può correre l’autore comico e riguarda la sua igiene personale.

Parlare di sesso e di politica è comodo, facile, può farci diventare ricchi e divertenti ma anche sporchi e cattivi.

Ed è per questo che, nel mio piccolo, ho sempre cercato di non non occuparmi né di sesso, né politica: per questioni igieniche.

Allora stasera vi parlerò di igiene personale.

Seguitemi.

L’igiene personale è un sostantivo femminile, singolare.

Anche per questo non possiamo pretendere che gli uomini si lavino più delle donne.

L’igiene personale è al primo posto, nella scala delle nostre priorità contemporanee.

Ma non possiamo sottrarci dall’ammettere un concetto fondamentale, spesso dimenticato: l’igiene personale non riguarda solo il corpo.

L’igiene personale riguarda anche il nostro povero intelletto.

Lo dicevano anche i latini no?! Mens sana in corpore sana.

I latini non è che si lavassero così, alla professionale, però il concetto di salute credo sia  associabile all’igiene.

Quindi sarebbe splendido se riuscissimo a mantenerci persone davvero utili al pianeta e non credo che l’utilità sia mandare l’assegno a casa di un ventenne gambiano.

Siamo persone utili se facciamo il bidet al nostro cervello, ogni tanto.

Manteniamoci persone degne di vivere, considerando tutte le problematiche che affliggono il genere maschile e femminile come fossero problematiche che affliggono l’umanità tutta, non le donne o gli uomini.

Se le donne investono soldi nel business della prostituzione in Africa, il problema non è l’emancipazione della sessualità femminile ma l’involuzione della sessualità femminile.

Se le donne investono soldi nel business della prostituzione contro le popolazioni africane, perché di questo si parla, il problema è la cattiva igiene personale della scatola cranica di tutta la società ricca.

Perché tra una signora che compra un volo per il Gambia e si fidanza a suo modo, con un ragazzo di 25 anni e un uomo che si ferma sulla via Tiberina, appena fuori Roma, per caricare in auto una ragazza eritrea, non vedo differenza se non quella in cui, come al solito, la donna spende più dell’uomo, per il proprio benessere. 

Procacciarsi prostituzione causa cattiva igiene intellettuale, non emancipazione, a meno che, chi si prostituisce, non lo faccia per vero gusto e per passione nei confronti del proprio lavoro.

Ma nella maggior parte dei casi, i ventenni africani, non credo siano felici di scartare una caramellona olandese di settanta anni e il gusto per la prostituzione oggi occupa ambienti ben più rinomati delle spiagge dove, fino a pochi anni fa, c’era solo miseria.

Diamo quindi una sciacquettata al nostro intelletto per capire che le conquiste di genere non si fanno coi soldi e non si fanno incentivando lo sfruttamento della prostituzione.

Meglio usare i sex-toys, piuttosto.

Questi prodotti però, nella maggior parte dei casi, vengono disgraziatamente prodotti in plastica, foraggiando la famosa isola di merda artificiale che fluttua nel Pacifico ma soprattutto, vengono prodotti in Cina.

Se andiamo avanti a dare tutti i nostri soldi ai cinesi, lo sapete che prima o poi ci mangeranno, vero?!

E poi, forse vi sembrerò bigotta, una di CL, un mormone, un yiddish però, nei confronti dei sex-toys venduti su appuntamento, io ho delle riserve.

Ma non sono riserve dovute al prodotto imbarazzante o al fatto che sia prodotto dai cinesi.

Le mie riserve sono nei confronti dei venditori porta-a-porta.

Ho lo stesso atteggiamento democratico, verso tutti i venditori porta-a-porta: quando suonano, fingo che la casa sia disabitata oppure, se beccano la giornata NO, mi affaccio dalla finestra e tiro contro di loro tutte le piante grasse, a disposizione.

A prescindere da cosa vendano.

Folletti, creme di bellezza o prodotti cinesi che dovrebbero sedare l’animale ho dentro.

L’animale che ho dentro lo sedo tirandoti i miei cactus, se mi citofoni alle due del pomeriggio, maledetto.

Non ho pietà coi venditori porta-a-porta.

Con tutti i porta-a-porta, tranne con quelli che davvero servono.

Tranne con quelli che davvero contribuiscono all’igiene personale del pianeta: i rappresentanti di enciclopedie.

Mi mancate, venditori di enciclopedie, dove siete?

Sarete sempre i benvenuti, a casa mia.

Vi indico anche da chi andare, dopo di me, eventualmente.

Tornate presto, non lasciateci soli con questa miseria umana che sembra aver raggiunto persino le donne.

Tornate a salvarci coi vostri fascicoli, miglioreremo il mondo, tornando a godere con le voci della Treccani.

Più enciclopedie e bidet per tutti !

 

LETTERA ALLA MIA VOGLIA DI NON INVECCHIARE

PROGETTI DI DISINTOSSICAZIONE

Ad un certo punto arriva quel giorno.

Quel giorno in cui non ti è più possibile trattenere il respiro e sbottonare i jeans per infilarti la pancia tra le interiora.

Arriva il giorno in cui non hai più cura nel dosaggio della tua costosissima crema antirughe anzi, inizi a praticare il doppio strato mattina e sera: gesto inutile quanto dispendioso.

Speri che dentro alla confezione della tua crema ci sia un santino, un’immaginetta sacra, un ricordino di quel santo che ti piace tanto, ritratto nella sua posa migliore e con lo sguardo benevolo a rassicurarti sul fatto che andrà tutto bene, che capita a tutti.

Ed è vero ma per ciascuno è sempre una scoperta esclusiva e deprimente: la scoperta che non hai più vent’anni.

Quell’istante di consapevolezza che ti rende lucido sul fatto che ormai da troppo tempo gli adolescenti ti danno del lei ed è ridicolo continuare a raccontarlo agli amici come un fatto assurdo, ridendoci su.

Che non c’è nulla da ridere.

Non c’è proprio niente da ridere se ti addormenti sul divano o al cinema quando non è ancora apparso il nome del protagonista nei titoli di testa.

Non c’è da essere contenti quando si va dal parrucchiere se sei obbligata ad andarci almeno una volta al mese altrimenti assumi le sembianze di Leslie Nielsen.

Amico, è inutile che metti fuori dal finestrino del fuoristrada il tuo braccio molle, perchè poi stasera ce l’hai bloccato come quello di Barbie.

C’è un antico, importante processo che accompagna l’essere umano da sempre detto Rassegnazione: perché non ti abbandoni sulle sue calde spalle anziché sulla poltrona del chirurgo, amica mia?

Che poi il chirurgo non è il santo che ti piace tanto, non è programmato per fare i miracoli né per garantirti un risultato di gusto gradevole.

E’ un attimo assomigliare alla duchessa di Alba, rincorrendo l’ideale ricordo delle tue foto di quindici anni fa.

Perché ti gonfi come il tender dello Yatch di Briatore nella speranza di somigliare ad una delle sue fidanzate, quando ancora ne aveva di deliziose?!

Perché indossi ancora i camperos, amico mio?!

Non sei Paul Hogan e neanche un suo mignolo incarnito.

Rilassati, stai solo invecchiando.

Calmati: la tua pelle deperisce esattamente come quella di tutti gli esseri umani, esclusa Loredana Bertè.

Respira: non potrai fermare le tue guance mentre scendono verso i piedi come latte condensato sciolto.

Accetta il fatto che avrai meno amici, ma saranno quelli sinceri.

E poi che te ne fai di tutti quei like sulla foto del liceo, che sei già in andropausa?

Il processo beatificante di Rassegnazione è accompagnato, amico mio, dall’altrettanto utile atteggiamento di consapevolezza umile della propria persona.

La consapevolezza, dicono gli yogi, è una specie di religione e allora fa che il tuo mantra da oggi abbia frasi miste, da ripetere ogni giorno, per salvarti da ogni tentazione.

Ripeti insieme a me:

Non è bene che io indossi i leggings perché pesando novanta chili, non risulto carina ma solo un improbabile insaccato da pigliare per il culo.

Non è corretto che io continui a guardare con concupiscenza giovani donne che potrebbero chiamarmi senza imbarazzo alcuno, “Nonno”.

Non è rispettabile che io mi presenti alla festa di 17 anni di mio figlio, obbligando tutti i suoi coetanei a ballare i New Order e agitandomi come fossi il compagno di tenda di Joe Cocker.

Mi dispiace ma è arrivato il momento di smetterla coi libri di Harry Potter, con le patatine fritte a tutte le ore, col vodka-tonic fatti dai ragazzini tatuati fino all’ingresso del loro sfintere perché il tatuatore era stanco.

Basta con le partite a tennis dopo la sbronza del sabato come se niente fosse, perché ora si rischia l’arresto cardiaco.

Basta con la musica alta in macchina, a meno che non sia a Tunisi o nel garage del condominio.

Bisogna smetterla anche con le emoticon nei messaggi, che all’età mia i cuoricini e le faccette, in faccia me le dovrei dare.

E ancora basta coi biglietti del concerto dei Rolling Stones, non è vero che sono loro! Sono dei sosia, non possono essere ancora vivi mentre io raggrinzisco giorno dopo giorno come uno sphynx.

Specialmente il batterista.

Rassegnati amica mia.

Calmati, riposati e accettati: sei in corsa per il decesso, non ti basterà il fondotinta di Giorgio Armani.

Sei con gli anni contati è arrivato il momento di disdire l’abbonamento alla clinica dell’amore.

Non preoccuparti, andrà tutto bene.

E’ pieno di gente con rughe che non aveva pianificato.

Ce la farai anche tu ad invecchiare sereno, a maturare tranquillo o forse no ma tanto i Rolling Stones seppelliranno anche te.

LA PADRONA DEL MONDO CHE CERCAVATE

PROGETTI DI DISINTOSSICAZIONE

Il cappello da dittatore era solo per la foto.

E’ importante che sappiate che non voglio prendere in giro nessuno, anche se dal titolo di questo articolo potrebbe sembrare.

Sono serissima.

E parleremo di politica.

Vi diranno che per andare a dire qualcosa a Bruxelles o per farvi la pausa pranzo al Capranichetta, c’è una selezione insormontabile.

Vi diranno che per comandare bisogna conoscere, fare i concorsi, vi diranno che c’è concorrenza ed è effettivamente così.

Per il comando ai Governi del mondo c’è molta concorrenza.

Pare che ultimamente il brutto faccia concorrenza all’orrido.

Pare che ci sia uno scontro tra merde anziché tra titani.

I titani sono stati sostituiti dalle merde.

E dai tecnici.

(Sennò sai che casino che combinavano, i titani.

Avrebbero pestato Brunetta senza accorgersene).

Ma la buona notizia di questa sera, signori, è che non c’è più bisogno né di tecnici né di titani.

Servono giustizieri della notte, super-eroi, mazze chiodate e catapulte.

Allora io, che di tecnica ne ho poca, lo ammetto, ma sono molto, molto incazzata col mio paese, voglio dire a tutti questa sera, che sono eccezionalmente disponibile in caso vi decideste a chiedere finalmente soccorso e a invocare l’aiuto di un padrone del mondo.

Sono io la Padrona del Mondo che cercate.

Visto che nessun uomo può dirsi libero se non è padrone di sé stesso, lasciate che qualcuno vi renda liberi, spadroneggiando.

Mi offro di supervisionare sulla libertà e la serenità di tutti, ad eccezione della libertà e della serenità dell’attuale classe politica, industriale e televisiva degli ultimi 30 anni.

Per me è cosa semplice fare la Padrona del Mondo.

Ma ho bisogno della vostra carta bianca.

Prima di tutto, stop ai finanziamenti a tutti i mezzi di comunicazione.

Vietiamo le soap-opera colombiane in TV e tutti quelli che hanno partecipato al Grande Fratello e i giochi a premi di Paolo Bonolis

li mettiamo a dare una sistemata alle fognature di Napoli.

A proposito di Napoli, Gigi D’Alessio a Capodanno va da sua nonna, per cortesia.

Può seguirlo anche Grignani, purchè non si presenti a mani vuote, almeno con un prosecchino dalla nonna…

L’abolizione di certi programmi televisivi sarà ovviamente estesa a tutto il pianeta terra, perché sono sicura che tutti gli esseri umani sono inconsciamente stanchi di tanta mondezza e IO voglio costringervi tutti al Bello, gente.

A proposito di affari esteri: i fast-food diventano illegali e pure le tette finte.

Vogliamo tutto bio.

Quando mi avrete votato come padrona del mondo, le slot-machines avranno un incentivo sulla rottamazione, d’altronde sono o non sono machines?

Per tutti i dipendenti dalle macchinette, gettoni gratis per quelle a-scontro, e non rompessero i coglioni.

Penso anche alle infrastrutture, se mi date fiducia: le autostrade le costruiscono i tronisti, con tutti i muscoli che si sono fatti per essere corteggiati.

Via i debiti dai paesi in via di sviluppo e proviamo a farli sviluppare davvero, questi paesi in via di sviluppo, anziché sotto-sviluppare loro e noi.

Li svilupperemo semplicemente disarmando il pianeta, fino al buco del suo sedere e sterilizzando calciatori e veline.

Se divento la padrona suprema, Obama dovrà anche dirci tutto quello che ha ascoltato con l’orecchio nel bicchiere appoggiato al muro del mondo e Zuckemberg dovrà ridarci indietro tutti i nostri selfie.

Mi volete come padrona del mondo?

Tolgo talmente tanti soldi alle multinazionali che ne avanzeranno per dare internet gratis a tutti, anche in fondo al mare.

Proibisco i parrucchini per signori e mi dispiace per il Mago Silvan.

E poi proibisco anche la Santanchè e le puzzette negli autobus.

Chi ama fare shopping, con me come Padrona del Mondo, ha breve vita: stabiliamo una spesa minima che la gente possa utilizzare in stronzate e stop, così il denaro in circolo diminuisce e noi con quaranta paia di scarpe in meno, probabilmente si campa meglio, ragazze.

Ma veniamo al dunque: cosa chiedo in cambio?

Cosa domando alla popolazione per sopportare il peso di tutta questa responsabilità?

Una piccola casa al mare, un fuoristrada e un giamaicano.

Nient’altro.

Il punto non è cosa ho in cambio, gente.

Il punto è…volete mettere la sensazione di essere la Padrona del Mondo?!

Poter rispondere finalmente alla domanda che ti fanno tutti, da sempre: “Tu cosa fai? Di che ti occupi?”, con qualcosa di davvero accattivante…

“Io? Io vivo a Milano, ho tre gatti e governo il pianeta”

Fatemi sapere, prima che compia 50 anni e mi torni ad essere un normale elettore passivo.

…..

Ah, birra gratis per tutti, anche dai rubinetti dei cessi negli autogrill.