IL MENU’ DI UNA VOLTA

BRANDED PARODY CONTENT, PROGETTI DI DISINTOSSICAZIONE

Il menù di una volta, un pezzo dedicato agli artisti delle carte dei ristoranti che, ancor più dei giornalisti e di certe pubblicità, sono in grado di vendere il nulla presentandolo come fosse tutto e facendolo pagare talmente tanto che rischia davvero di essere il menù di una volta, intesa come prima e ultima.

I

Avete già visto qualcosa sulla carta?

Vorrei suggerirvi anche i piatti del giorno, se non vi spiace.

Le proposte che il nostro chef consiglia dalle cucine dal nostro gourmet bistrot.

Le sfiziosità del giorno, le delizie dell’oste, il fuori-menù degli angeli, i piatti del tantra.

Questa sera abbiamo:

increspature di timpano di tacchino portoricano destrutturate a bagno nel liquido amniotico di figlio di Riky Martin, servite su letto di erba gatta al vapore.

Oppure, per i tipi più esigenti, abbiamo:

rigurgito di pianta carnivora in pastella al profumo di rosa del deserto, servito con suggestione di seitan arrotolato nelle ceneri di Gheddafi.

 

II

Il nostro chef ovviamente, si prende anche cura dei palati vegani, per i quali ha immaginato delle proposte che fondano in perfetto equilibrio le energie dei chakra e lo spirito dei nostri padri.

Abbiamo: aria di zenzero sofisticata in vetro soffiato con bacche di goji dipinte a mano in guazzetto di saggio nativo di Calcutta morto in luna piena.

Altrimenti, qualcosa di più sostanzioso: libertà di topinambur all’agro pontino shakerato con pensiero di germogli di asparago selvaggio al metadone proposto in nido di alghe del mar morto con schizzo di mirtilli neri e avvolti in fogli di cabala autografati da Madonna.

 

III

Se non siete ancora pieni e vi avanza uno spazietto per il dolce, non perdetevi l’occasione unica di assaggiare le nostre proposte di oggi: latte di unicorno in riduzione di Kiss me Licia accompagnato da biscotti al dente di neonato ariano.

Oppure il nostro cavallo di battaglia: semifreddo di food blogger ridotto in polvere guarnito con scaglie della sua inutile tastiera del laptop e servito con granella di forfora di giudice di cooking show acquistata all’asta in lotti da dieci chili, ogni mese.

Arriva fresca.

 

IV

Sono cinquecentocinquanta euro, vini esclusi, serve la ricevuta?

GESTO CORAGGIOSO CULINARIO N°5

BRANDED PARODY CONTENT, MADAME GURME', PROGETTI DI DISINTOSSICAZIONE

Devo trovare il coraggio.

Devo farmi forza.

E concentrare tutte le energie che mi restano e dire a tutti che io…io non ho mai visto un cooking show.

E la cucina fusion mi fa ridere.

Cioè, non è che mi fa ridere…è che non la conosco.

Non ditelo in giro, vi prego!

Ma io non sono d’accordo al germoglio di soia saltato con lo gnocco pugliese e uno spruzzo di salsa kosher.

Che bordello, preferisco qualcosa di più semplice, di più discreto.

La potenza di una buona pastasciutta, ecco.

Devo raccogliere le forze e dire al mondo che non ho mai letto i libri di Benedetta Parodi e sostengo non possano essere classificati come libri.

La prossima volta che mi siedo a cena con gli amici giuro che anziché guardare la carta dei vini con pollice e indice sotto il mento, lo dico che non m’intendo un cazzo di vini biodinamici.

Non si può continuare così.

Mi vergogno.

Mi vergogno tanto ma non si può continuare così e devo dirlo.

E’ una sfida che ho con me stessa, ormai.

Lo dirò a tutti che quella storia del foodporn, io non l’ho mai capita.

Perché scrivere foodporn su instagram?

Hai postato la foto di una zuppa, cosa c’è di porno?

Con l’occasione se mi girano, dirò anche che non ho mai visto Masterchef, d’accordo?

Ignoro chi abbia vinto X-Factor quest’anno e la trasmissione mi repelle.

Come mi ripugnano tutti quei signori superstar della forchetta, coi pantaloni di pelle e la pettinatura alla Morgan, strapagati per insultare i concorrenti che cucinano.

Ospitati alle degustazioni, alle feste, sui furgoni delle mozzarelle, nei maxischermi dei ristoranti, per dire la loro e pendere dalla loro lingua manco fossero i vice di Gesù, gli assistenti personali di Sai Baba.

C’è qualcosa di molto rischioso che devo trovare il coraggio di ammettere al pianeta.

Qualcosa per cui tutti al corso di martedì mi schiferanno: io di pasta madre non ne so un cazzo.

E se non riuscirò più a controllarmi dirò a tutti che la cucina macrobiotica mi risulta indigesta.

E a proposito di cucina, dovrò ammettere anche che si, è capitato anche quello.

E’ successo che sono andata al ristorante di quello stellato, lassù al ventesimo piano dell’hotel.

E forse è per questo che gli chef so stellati..

E, insomma ho avuto tanta ma tanta voglia di gridare “Scusate! Ho fame! Rivoglio i soldi, per cortesia.

Il mio stomaco non se ne fa nulla di questa aria di cuore di pollo con introspezione di timo e riduzione di avocado cubano.

HO FAME!

Non me ne faccio nulla della tua spuma di mandorla, zio!

Mi hai rubato 500 euro, damme da magnà!”

E’ mio diritto gridare che ho fame, sono il cliente!!!

E il cliente ha sempre ragione, anche di fronte al cuoco famoso.

O no?!

Visto che sono in vena devo confessarvi anche questo altrimenti mi viene un brutto mal di stomaco: non ho mai assaggiato il negroni sbagliato in vita mia.

Poi: non so cosa penserà la gente di me però è giusto che tutti sappiano che il sushi non è mi ha mai fatto impazzire.

Devo solo trovare il coraggio di dirlo.

Voglio essere libera di dire a tutti che una volta ho messo il like sulla pagina del Panino Giusto ma poi l’ho subito tolto per paura di ritorsioni dei miei amici che mangiano solo da Eataly, alla Pergola, al Gourmet Bistrot, alla mensa dei reali di Montecarlo.

Mi sento già sola come un cane al pensiero di doverlo fare ma devo trovare la forza di ammettere al mondo tutto che anche se non mangio zenzero, io sto benissimo.

E, a proposito di benessere, la centrifuga che Beyonce beve tutti i giorni, di barbabietola e cenere mi ha fatto star male con lo stomaco nonostante il suo potente potere detox.

Prenderò fiato e dirò che non mi è necessaria nessuna delle cose che dovrei apprezzare per forza.

Nessuna di quelle cose che “Ma non lo conosci?!”, “Ma dici sul serio? Davvero non lo hai mai assaggiato/non lo sai cucinare/mai sentito parlarne/non ci hai mai mangiato?”

NO!

Va bene?

Devo trovare la forza di ammettere che coi millecinquecento euro che risparmio al ristorante del super Chef, ci vivo due mesi da regina in Thailandia.

So gusti, no?

Devo trovare la forza di ammettere che mi piace cucinare ma la mia specialità è scongelare.

Lo farò, eccome se lo farò