IL GLIFOSATO CULTURALE

GABINETTO DELLE PICCOLE COSE SERIE., PROGETTI DI DISINTOSSICAZIONE

 

Cosa manda in putrefazione il cervello di un maggiorenne del nostro secolo?

Cosa debilita l’intelletto di un giovane medio appartenente a questa società?

Ci sono molte cose apparentemente futili che in realtà intossicano il sistema intellettivo di un povero ragazzo nato in questo sventurato secolo e le cose futili in apparenza, esattamente come i pesticidi usati in agricoltura, fanno apparire risultato e involucro ottimi mentre in realtà il contenuto è avvelenato e il sapore misero per non dire di merda.

Quali sono i diserbanti della nostra società giovane?

L’accessibilità a tutto, senz’altro.

Il gusto sfrenato di non doversi sforzare per ottenere un sacco di cazzatine e allo stesso tempo la difficoltà estrema a ottenere le cose importanti che fino a pochi anni fa erano diritti inviolabili e ora invece sono lussi per pochi, il lavoro retribuito o la casa, per fare un paio di esempi di quelli che dici “Oh Signore, è banale ma verissimo!”

C’è poi un altro pesticida giovanile ed è il business della comunicazione, intesa come involucro patinato che permette di vendere qualsiasi cosa, anche poco igienica o spregevole, come fosse l’ultima frontiera del trend.

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“Ti assumo come responsabile della comunicazione, mi occupo di comunicazione, facciamo comunicazione, studio comunicazione”

Cioè?! Che cazzo fai nella sostanza?!

Perché il cervello, anche il più basico, vuole sostanza.

Certa comunicazione manda in pappa il cervello perché il linguaggio e la scrittura si affinano con le scuole dell’obbligo, le relazioni sociali e la scrittura, mica col master da ventimila euro dove ti insegnano come ipnotizzare il cliente con frasi glamour.

Anche il pop è un gran bel pesticida: quel pop che passa prima dai giornali scandalistici e poi finisce in cuffia.

La Hit è un veleno come tutto ciò che viene scelto dalla massa, da tutti.

Ciò che viene scelto da tutti infatti, non sempre è democratico.

Anzi, spesso ciò che è scelto da tutti è tirannia.

Anche il selfie, a proposito di tirannie, fotte tutte le cose belle di cui siamo dotati in calotta cranica.

Rinunciamo oggi stesso all’autoscatto in ascensore.

La Chirurgia facciale: misericordia per i nostri connotati!

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Le riviste di gossip rilasciano una tossina letale per i nostri neuroni molto simile rilasciata dai comizi politici in tv pilotati da giornalisti faziosi.

Certo giornalismo è peggio del glifosato.

Gli stabilimenti balneari con i lettini in fila come in tangenziale.

Le discoteche dove sei costretto a ballare roba che ripete lo stesso ritornello per venti minuti, queste sono cose che mandano in merda il cervello.

Accadono sempre più attentati ma ogni giorno chi sopravvive ai terroristi con lo zainetto deve lottare contro un terrorismo più subdolo e frizzantino.

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La tassazione in Italia rispetto alla qualità dei servizi pubblici non è forse una specie di attentato alle buone intenzioni?

Ci sono un sacco di cose che possono mandare in puzza il sistema intellettivo di un giovane, oggi: quel gustino dolce dell’apatia che innescano per fargli credere che non si possa scegliere, che ci si debba adeguare, che si debba comprare.

Che il trasgressivo è figo ma il diverso è sfigato.

Resta sveglio, ragazzo, non comprare niente dai venditori abusivi di cultura sottosviluppata, proteggi la tua calotta cranica.

Resta sveglio, ragazzo.

Resta fluido.

Perché il tuo acume sveglio e protetto è più piacevole di una birretta fresca.

Certa intransigenza è sexy più di Kate Moss.

E certi NO ben detti meritano le medaglie dei partigiani.

TI LASCIO BIO

MADAME GURME', PROGETTI DI DISINTOSSICAZIONE

Lasciami stare Bio.

Non mi toccare.

Mi fai schifo.

Mi fai schifo tu e le ragazze vegane, vestite di canapa che fanno yoga negli ashram a Ibiza.

Mi fai schifo tu e i cracker crudisti fatti coi semi di magnolia croata e venduti a 60 euro al kg, anche se non sanno di un cazzo.

Non ti riconosco più Bio.

Non sei più quello di una volta, mi hai presa in giro.

Una volta eri il tubero zozzo di terra, la mela bacata, il cavolfiore con la lumaca dentro che non vedevo e sgranocchiavo con tutto il guscio pensando “Uoh! Che croccantezza!”.

Bio…eri il mercato del giovedì, il vecchio al bar, la zappa che ti faceva venire le vesciche con le bolle d’acqua, che sembravi un paziente di Madre Teresa di Calcutta.

E ora?!

E ora Bio, che ci fai nella boutique a Parigi con le tue foglie lucidate una per una?!

Hai fatto i soldi a colpi di germogli tibetani, di caprette pettinate coi prodotti Kerastase e fotografate da Tim Walker.

Sei diventato ricco con la farina di Kamut?!

Tu sfrutti gli stupidi come fanno i giornali del gruppo Mondadori.

Parli di lievito madre e non sai manco come si usa il mattarello.

Parli di soia biologica e non sai che la soia vera non esiste più dall’epoca in cui Joe Cocker era un bell’uomo.

Hai messo la giacca buona, quella in fibra vegetale e te ne sei andato nei salotti-bene, eh, bastardo d’un Bio.

Sei entrato come una rockstar, alle feste, negli home-restaurant, nei fusion bistrot, nei vegan bakery, nei veggie burger, nei meltin pepper, nel fucking crumble e in mille altre stronzate che non so minimamente cosa significhino.

Sei entrato parlando di macrobiotica, di seitan estratto dai sederi dei neonati islandesi, di cibo che si può mangiare solo se cotto nelle profondità della terra, con le prime lingue di lava dei vulcani.

Mi hai rotto il cazzo Bio.

Con i tuoi gnomi sulle confezioni, coi fiocchetti di corda, con le tue buste della spesa in garza o carta di riso, disegnate da quell’artista che si ciba solo di radici estratte in Nuova Zelanda, di notte.

Mi hai scassato l’anima, Bio.

Sei più falso dello zigomo di Cher, più corrotto di un giudice di X-Factor, sei ossessionato dal mark-up come un’imprenditore di Gallarate.

Sei travestito da ultima tendenza ma puzzi di negozio cinese gestito da napoletani.

Ti lascio Bio.

Stattene con le tue polpettine di alga siberiana.

Vai a prendere per il culo le signore che fanno pilates nei palazzi a specchi e gli art-director vestiti in total black.

Vacci te a ritirare la cassettina con le primizie dall’altra parte della città, bruciando quaranta litri di gasolio per fare quello che compra solo dai contadini.

I contadini…

I contadini mi hanno detto che se ti beccano, caro Bio, ti mettono il forcone nel culo e girano fino a quando non fuoriesce il centrifugato della tua ignoranza, Bio, anzi l’estrazione a freddo.

Ti lascio Bio, mi hai delusa tu e tutti i mercatini con gli artisti di strada e gli artigiani vestiti da folletti.

Tu e i tuoi certificati NO OGM che l’Europa vende a caro prezzo.

Tietteli stretti i tuoi bollini verdi e facci la raccolta di pentole al supermercato.

E’ finita.

Vai a morire ammazzato Bio.

E non dimenticarti di farti seppellire nell’urna cineraria biodegradabile, che poi cresce l’albero e gli diamo il nome.

 

IL VERO MESTIERE PIU’ ANTICO DEL MONDO

COSE FASTIDIOSE, SINFONIE

Ogni volta che sono ad una festa, prima o dopo, arriva sempre il momento in cui sento il bisogno di vivere i miei consueti dieci minuti di alienazione dal pianeta terra. Arriva il momento in cui sento l’urgenza di chiudermi a chiave dentro quel piccolo, irresistibile salotto che sono Io medesima; di immergermi in quel brodino melenso che è la mia immaginazione.

 

Mi rifugio nel mio pensatoio e rilascio un lungo flusso di coscienza, senza farmi disturbare dalla musica alta e dagli aliti di prosecco degli invitati e così immagino di scrivere un report sull’andamento della serata, un feedback in lettere grandi e fumanti, marchiate a fuoco sul sedere del festeggiato.

 

Un feedback che poi è sempre lo stesso: alle feste, agli aperitivi, alle anteprime, in qualsiasi strafottuta occasione che costringa dieci o più persone vestite con dignità a riunirsi nello stesso luogo, si ripropone sempre la stessa legge morale secondo la quale la gente se la tira.

 

Le persone, specie se in branco, sviluppano una sgradevole propensione a credere nella loro personalità in maniera esagerata, scomposta. Ma perchè? Cosa porta un individuo mortale a tirarsela?

 

Tante volte mi sono riproposta questo spunto di riflessione e ammetto che fino ad oggi non ho prodotto nulla di definitivo dato che le uniche risposte che la mia mente ha trovato, le sole giustificazioni che i miei occhi hanno trovato di fronte a tanta ambizione, sembrano essere riconducibili a stronzate: una borsa griffata, un paio di scarpe in pelle di un tizio che si chiama Manolo, un contratto a progetto in un’agenzia di comunicazione, un fuoristrada costoso, un paio di zigomi più alti di quelli che hanno sviluppato certe popolazioni mongole nei secoli, per far fronte a temperature molto basse.

 

Questi sembrano essere i motivi che portano alcune persone appartenenti alla cosiddetta società evoluta, a credere di essere migliori, non di altre ma di tutti. Personalmente non conosco grandi scienziati, astronauti o professori emeriti ma dal loro abbigliamento trasandato, dai loro baffi e dai loro occhiali spessi, non mi pare se la tirino e non mi pare di averli mai visti con una borsa di Yves Saint Laurent sotto braccio, durante un’intervista, come invece ho visto fare ad avvocati di assassini famosi, a calciatori, ad attrici o a critici d’arte immersi nella sugna della loro religione auto-riflessiva.

 

Registi, prefetti, capi del gabinetto, modelle rimbecillite e amici di tutte queste categorie, senza mai generalizzare ma senza neanche perdere di vista le grandi numeriche con le quali questo fenomeno si replica negli stessi settori, credono che la loro persona intellettuale o fisica sia superiore a quella di un fornaio friulano, di un impiegato della Accenture o di un thailandese che li sta portando col suo taxi sgangherato dall’aeroporto al Four Season di Bangkok.

 

Magari è pure così. Magari davvero si tratta di personaggi meritevoli di onore; ma nel momento preciso, nel secondo puntuale in cui nel loro cervelletto si forma la convinzione di essere anche solo uno scalino sopra rispetto al resto dell’umanità, in alto sul famoso disegnino della piramide evolutiva, ecco che la loro supposta superiorità ha miseramente fallito in partenza.

 

Mi piacerebbe tranquillizzare tutti quelli che se la tirano che, se domani per caso dovessero schiattare (dipendesse da loro non schiatterebbero di certo, ma visto che non possono controllare tale spiacevole inconveniente, il rischio esiste!) sono sicura che il mondo non subirebbe cambiamenti fondamentali per il proseguimento della specie. Al massimo eventuali, flebili migliorie.

 

Sempre a proposito di vita, mi sento in dovere di poter dire che fino ad oggi siamo dichiarati tutti mortali e che nessuno è maggiormente richiesto sul pianeta terra rispetto a qualcun’altro, specialmente in occasione di una festa, a meno che certo, non si tratti del legittimo festeggiato, però non è comunque il caso di tirarsela oltre il dovuto.

 

Sembrano banalità ma evidentemente non lo sono, visto che c’è ancora tanta popolazione che cammina nel mondo col mento proteso verso i nembi, con una Birkin appesa al polso e gli occhiali da sole a riparare la cornea dagli sguardi zozzi di gente estranea.

 

Sono esenti da questa breve invettiva quelli che risultano indolenti o intolleranti verso il genere umano (e quindi superbi) semplicemente perchè ammettono la chiara involuzione di certi individui quali:

le persone che si picchiano negli stadi, le mamme che truccano le loro figlie, i signori col gilet rosa salmone del Nord che danno retta a quello che dice Salvini, i condomini della Santanchè che ancora non le hanno tolto il saluto, tutti coloro che ancora non hanno preso in considerazione l’idea di rimuovere il tasto 5 dal loro telecomando della TV, quelli che se la tirano.

 

CIRCA IL POTERE DEL VAFFANCULO

PROGETTI DI DISINTOSSICAZIONE

 Il vaffanculo è terapeutico, biologico.

Pensateci un attimo: ricordate con più facilità le persone che vi hanno detto “ti amo” o quelle che vi hanno mandato affanculo?

Riesco a sentire le vostre risposte, ma andiamo con ordine.

Innanzitutto un po’ di storia: il Vaffanculo è una parola inventata dagli Anglosassoni nel 772 aC.

Pensate un po’ quanto può essere inutile mandare i propri figli a studiare a Cambridge, da quelli che hanno inventato il Vaffanculo..

Nasce, o insomma si trova nei testi di tutto il resto del mondo, solo a partire dal 1475.

Ma cosa usavano, cosa si dicevano gli etruschi o gli antichi egizi?!

Sugli Etruschi non ho idee ma figuratevi se gli egiziani non avevano un geroglifico con un piede e un sedere!

Infine roba di comunicazione (va tanto di moda) :

Sapevate che le persone si ricordano più spesso di un politico, se durante un intervento o un comizio, usa la parola Vaffanculo ?

Sapevate che Vaffanculo è la parola che vende di più se utilizzata nelle campagne pubblicitarie ?

E che Vaffanculo è la parola che ha più sinonimi e possibilità di traduzioni in assoluto ?

Allora non è più il momento di essere tristi se qualcuno vi manda a Fanculo.

La potenza del Vaffanculo conquista grandi e piccini.

Non si dimentica un Vaffanculo (non si scorda mai. ndr), arriva con la carica che non hanno le altre parole e identifica comunque un certo interesse nei vostri confronti, anche se magari momentaneo e non proprio di stima e affetto.

Ma non è detto..

Quanti innamorati, quando eravate bambini, vi hanno trattati male perché non avevano il coraggio di costituirsi?

E chissà quanti vaffanculo d’amore saranno volati durante l’adolescenza..

Il Vaffanculo è più liberatorio di un viaggio coast-to-coast in moto.

Uno dei miei sogni erotici (pensateci se ancora non avete sogni erotici di questo tipo) è avere l’occasione di prendere tutti i microfoni nelle discoteche, ai concerti, nei supermercati, ai congressi politici e mandare Vaffanculi nell’etere senza sosta né selezione.

Così, a grappoli, a grandinata.

Magari non è proprio il vostro primo sogno erotico per eccellenza, ma pensate per un attimo a che effetto farebbe al vostro cuore, questa cosa.

Il  semplice gesto di mandare tutti affanculo.

Libidine.

Un amico lo ha fatto.

Eravamo in un locale affollatissimo a Roma, uno di quei sabati sera, quando si rivive la discesa dei barbari.

Il Dj del locale aveva i baffi da cowboy, una maglietta verde fluo e si sentiva molto, molto potente.

Io trascinavo via il mio Amico dai bicchieri  mezzi vuoti lasciati dalle altre persone sui tavoli, che lui lucidava senza selezione.

Ad un certo punto siamo vicini alla consolle e Dio vuole che al Dj potente scappa la pipì.

Dio vuole anche  che nel locale non ci fosse un sostituto Dj.

Ringrazio Dio anche perché al Dj potente balena nel cervello l’idea di chiedere al mio Amico di dare un’occhiata alla consolle mentre lui va a pisciare e “senti bello, per favore un occhio alla consolle mentre svuoto qui e blablablabla”.

Dj Potente avrebbe dovuto notare che il mio amico annuisce ma non è cosciente da ore.

O almeno notare che un tipo con dei Ray Ban neri in un locale notturno non è il massimo dell’affidabilità.

Dj potente invece si allontana soddisfatto.

Amico sembra tornare subito lucido, si toglie i Ray ban e guarda la consolle con un filo di occhi aperti nel buio della sala.

Dj potente sta pisciando.

Amico sale in consolle.

Amico prende il microfono in mano e inizia a gridare Vaffanculo alla gente, in italiano e in tedesco.

La folla è in delirio.

Dj potente esce dal bagno senza lavarsi le mani.

Dj potente sgrana gli occhi nel buio.

Amico è fuori preso a calci dagli omoni del locale.

Eppure io sono qui a raccontarvelo con gli occhi che brillano.

Una delle scene più eccitanti della mia vita.

Al Vaffanculo non puoi resistere.

Sia quando lo ricevi perché ne rimani coinvolto, toccato e in un certo senso anche affascinato.

Sia quando lo dai, perché significa che è arrivato il momento tanto atteso di mettere in chiaro il tuo punto di vista.

Il Vaffanculo veste bene la bocca di tutti, come un cappotto di Gil Sander.

E’ un passe-partout.

Chi lo usa stempera situazioni imbarazzanti e noiose.

Oppure risolve una situazione statica, congelata da molto tempo.

Si, è proprio così: Il Vaffanculo è la parola perfetta.

Con solo 10 lettere, definisci un concetto che non può essere contraddetto.

Il Vaffanculo cambia direzione alla vita, ristabilisce silenzio e verità.

Spesso è l’ unica via di uscita.

Ma non siate smaniosi, non abbiate ansia nel dichiararlo, perché il Vaffanculo arriva preciso e potente solo quando è giunto il momento perfetto.

Vero è che è bello anche quando si carica da tempo.

Quando esce dal corpo da solo nonostante voi stiate cercando di ricacciarvelo in gola disperatamente, come avviene in certi contesti lavorativi o familiari.

Trovo che il Vaffanculo andrebbe anche insegnato nelle scuole materne.

Risolverebbe moltissime situazioni spiacevoli come pianti e capricci dei bimbi.

…perché l’amichetto ha rubato il giocattolo a vostro figlio…

“Su Matteo, un bel Vaffanculo a Giovanni e fate la pace”.

E come al solito, la lingua italiana sfoggia la massima sapienza linguistica anche in questa occasione.

In giapponese Vaffanculo si dice Kusottare.

Non è terribilmente goffo?

E in russo? Eb tvoju mat.

Un ordine militare.

In spagnolo “a tomar por culo”, sembra che vi invitano a mangiare un boccone in qualche tapas-bar.

Ci può anche stare eh, ma ora prendetevi qualche secondo e dite lentamente a voce alta “Vaf-fan-culo”.

Sentite come la V scivola discreta e carica tutto come un’onda sulle FF che spumano e sembrano non finire mai..

E poi quella N, così sospesa, fino a sprofondare, senza possibilità di ritorno, nel culo.

(sospiro)

Il Vaffanculo è terapeutico, come il sesso e la musica.

E molto chic ultimamente.

http://en.wikipedia.org/wiki/Fuck

IL CAMPO DI LAVORO PER GIOVANI IDIOTI

PROGETTI DI DISINTOSSICAZIONE

Ne ho parlato con gli amici e hanno detto che potrebbe funzionare. Quindi anche io andrò a proporre il mio Progetto alla Comunità Europea sperando di accaparrarmi qualche fondo perduto.

Il mio progetto ha ottime credenziali perché è imprenditoria femminile, giovanile ma soprattutto perché propone un potente antidoto alla crisi.

Il Progetto è praticamente pronto.

Manca solo il dipartimento giusto dove inviarlo e un paio di marche da bollo che, immagino servano, visto che servono a qualsiasi cosa.

Ho anche il budget, il business plan, la gestione rischi e imprevisti, una lista di location, un database fornitori pronti a produrre i materiali e le attrezzature utili alla finalizzazione degli impianti.

Il mio piano per la Comunità Europea ha una mission chiara: per salvare l’Italia dalla Crisi occorre partire dal futuro del paese.

I giovani.

Quei pochi rimasti in Italia, intendo.

I giovani sono il prodotto di quello che la televisione italiana ha proposto loro negli ultimi vent’anni: mondezza organica.

Ma non tutto è perduto!

Occorre creare un nuovo humus sano e bonificato più adatto e congeniale ai giovani corrotti, un luogo sano dove essi possano bonificarsi e rifiorire.

IL CAMPO DI LAVORO PER GIOVANI SOTTO-SVILUPPATI CULTURALMENTE

Un centro di vera e propria riformazione giovanile, un salvataggio in corner dalla cultura involutiva di quest’ultimo trentennio.

Il progetto che prevede la creazione di un luogo di rieducazione coatta per individui giovani rincoglioniti dal benessere.

Chi vi può accedere: i giovani under30 ritenuti al di sotto dello sviluppo intellettuale consentito.

A chi è rivolto: Il nuovo Campo di Lavoro del III millennio sarà creato per soddisfare le esigenze di quella ristretta fascia di genitori abbandonati dallo Stato perché considerati colpevoli di essere ancora forniti di intelletto.

Genitori che hanno difficoltà ad educare i propri figli e a salvarli dalla stupidità della nostra epoca.

Insomma, un progetto che verrà in soccorso delle famiglie in difficoltà, in modo concreto, pulito e infallibile.

Tuo figlio domani andrà al provino del Grande Fratello o ha comprato un paio di jeans a vita talmente bassa che cammina come una dama giapponese del seicento?

Non temere: il Nuovo Campo di Lavoro per giovani sotto-sviluppati ripristina l’intelletto della nuova generazione partendo proprio dal tuo figliolo!

Tua figlia mette da parte la paghetta per rifarsi le tette, uscire con un calciatore e prendere un tavolo al Pineta?

Il progetto di un campo di lavoro rieducativo nasce per sterminare alla radice il virus della non-intelligenza giovanile che forse si nasconde proprio nella tua principessa!

I vostri figli sono importanti perché sono il futuro di un mondo che, esattamente come loro, è sotto attacco.

La non-intelligenza giovanile trova le radici del suo sviluppo nell’ascesa di certa televisione, del lusso immeritato e di certe discoteche romagnole.

Il problema è che oggi se anche togli la televisione da tutti gli ambienti casalinghi, tuo figlio assimilerà i concetti di questa non-cultura dai suoi coetanei o attraverso smartphones e PR sulle spiagge!

Ma i giovani iscritti dai propri familiari al Nuovo Campo di Lavoro avranno una chance!

Come funziona:

(PROGRAMMA ITALIANO)

I futuri internati verranno prelevati coattamente dalle loro abitazioni, privati del cellulare e di qualsiasi oggetto di marca sia in loro possesso al momento di un arresto simulato.

Una volta presi per il lobo delle orecchie, saranno accompagnati nelle nostre strutture dove inizieranno un periodo di analisi e prima igienizzazione.

Un piccolo team di buoni cervelli europei stilerà i diagrammi di valutazione del sottosviluppo culturale del soggetto affinché ciascuno possa essere inserito nel programma più adeguato.

Vista la situazione pessima in cui versano le infrastrutture italiane e la palese corruzione che vige in quasi tutte le gare d’appalto per la manutenzione delle stesse, il progetto prevede di sfruttare i campioni di giovani internati nello sviluppo di 3 macro – progetti:

1) Carpenteria pesante.

Costruzione di gallerie sulle catene montuose (TAV escluse), costruzione di impianti a energia solare o di parchi eolici senza supporto di mezzi di trasporto materiali.

2) Smaltellamento di vecchie discariche.

Escavazione ed esumazione dei rifiuti indifferenziati e smistamento dei materiali per un corretto riutilizzo.

Anche qui non è previsto alcun supporto meccanico ai ragazzi in trattamento.

3) Bonifica e ristrutturazione di bagni pubblici e delle stazioni metropolitane ad alta frequentazione.

Piastrellamento, manutenzione ordinaria dei servizi igienici con turni di dodici ore senza pausa pranzo e lavaggio di treni in notturna.

Nello svolgimento di tutte le mansioni previste in questi 3 macro-progetti sarà sempre obbligatoria la filodiffusione in cuffia di podcast con contenuti di storia, letteratura e musica classica che verranno inviati direttamente dalla radio centrale del campo.

Tengo a sottolineare con orgoglio che in questo progetto è inserita anche una sezione particolarmente efficace per le ragazze sofferenti di inattività mentali scomposte, come frequentazione assidua di negozi di abbigliamento o di estetica, inabilità alla lettura di un settimanale che non parli di coppia o di oroscopi, poca predisposizione al lavoro in virtù del mantenimento del partner e altri affezioni simili.

Il campione di giovani donne sarà oggetto di una pulizia culturale specifica attraverso percorsi educativi come la manipolazione di feci per riutilizzo energetico di vario tipo, terapia psichiatrica di gruppo contro la propensione a invidia, malalingua e pettegolezzo, assistenza ad anziani non deambulanti, giardinaggio hard-core all’interno dei parchi pubblici e infine catalogazione online di tutti gli archivi anagrafici italiani.

In quest’ultimo, interessante modulo, le ragazze riordineranno i faldoni degli archivi a partire dall’ unità di Italia sino ad oggi, così da comprendere quanto possa essere fastidioso occuparsi dei cazzi altrui.

Attraverso periodi di rieducazione variabili nel tempo, a seconda dei casi, i giovani sottoposti ai trattamenti proposti nel Campo di Lavoro, non verranno soltanto riammessi in libertà ma potranno essere inseriti come guide responsabili del miglioramento sociale all’interno delle altre strutture dello stesso franchising o negli uffici pubblici, muniti di uno speciale patentino per picchiare i dipendenti statali ignavi e inefficienti.

Giovani Tronisti, Fanciulle Cotonate: ho qualcosa per voi.

Il mio progetto prevede anche assistenza alle famiglie con genitori contaminati attraverso corsi di recupero intensivi:

– stesura a mano di libri di educazione civica per le scuole, per imparare a insegnare in maniera idonea alle nuove generazioni.

– assistenza negli ospedali come addetti allo smaltimento dei residui fisiologici provenienti dalle sale operatorie di chirurgia ricostruttiva per recuperarsi dalla dipendenza da chirurgia plastica.

– lavori forzati alla pulizia dei monumenti con apprendimento indotto sempre via podcast in maniera obbligatoria, della storia di ciascuna opera d’arte trattata o lucidata dal soggetto, in tempo reale.

Il Campo di Lavoro (a questo punto, marchio registrato) dovrà essere gratuito per consentire a tutti un dignitoso recupero culturale perciò conto di chiedere fondi consistenti ma tuttavia inferiori a quelli che il governo richiede ai cittadini per acquistare le auto blu e i buoni pasto ai sotto-segretari.

Per maggiori informazioni e per visionare il progetto completo, potete contattarmi via mail.

Grazie per l’attenzione, la fiducia e le possibili offerte di traduzioni in altre lingue per l’estensione del progetto ad altri paesi in difficoltà.