SUA MAESTA’ IL DISPETTO

SINFONIE

more dispetto per tutti

Secondo me ci vuole un pò di dispetto nella vita di tutti noi.

A volte bisogna essere dispettosi per il nostro bene, per far divertire il nostro povero ego tramortito dal fisco italiano e dalle calorie.

Curo la mia mente facendo dispetti. La faccio sorridere.

Se faccio un dispetto mi sento bene e non è vero che lo scherzo è bello quando dura poco.

Quando i miei gatti dormono beati sul divano, sparo Travelling riverside blues dei Led Zeppelin a tutto volume e mi godo il loro salto in alto, da fermi e le loro faccette che mi maledicono.

D’estate mi piace fare rutti demoniaci in auto con le amiche dei Parioli, quando passiamo coi finestrini aperti proprio sul corso dove ci sono i locali degli aperitivi. Tutti si girano e io faccio una smorfia schifata e le guardo.

Se in treno ho davanti un tizio che mi guarda borbottando ingiurie contro il capotreno e l’Italia per un ritardo, aspettandosi che io annuisca e inizi con lui una lunga filippica su che paese di merda e dove andremo a finire, a me piace guardarlo dritto negli occhi ed esibire uno sbadiglio senza precedenti che vuole evidentemente dire “La tua presenza e le tue lamentele mi stanno spaccando di noia, ai limiti della morte” , senza però dirglielo e questo manda in bestia il tizio e a me piace mandare in bestia qualcuno, senza aver apparentemente fatto nulla di spregevole.

Se sono in vacanza con quelli amici che prima di mezzogiorno non vanno in spiaggia perché la notte prima hanno fatto i leoni, io alle 9 in punto, quando suona la mia sveglia monastica, adoro prendere di mira i loro letti e stordirli con un tuffo a bomba che piega le doghe di legno e fa credere loro che è arrivato l’Isis.

Quando riesco a convincere mia madre a salire in macchina con me, non appena siamo su strada e sono certa che non possa scendere, le metto Highway to hell degli ACDC e premo il pedale dell’acceleratore come se l’avessi rubata e se mi grida di frenare, mi piace ripeterle che sto andando pianissimo, mentre canto e faccio le corna all’insù con una mano.

Il dispetto è un piccolo luna park che puoi montare ovunque senza chiedere autorizzazioni o pagare biglietti.

Se sono ad una festa dove tutti si stanno divertendo e ballano duro, mi piace molto far sfumare un pezzo e lasciare quel secondo di magia in cui la gente pensa che metterò la hit che farà scatenare anche i muri e invece metto E ti vengo a cercare di Battiato.

Il dispetto è da provare.

Se sono ad una di quelle cene dove ad un certo punto tutti discutono animatamente sui soldi del Vaticano, i preti che sono tutti pedofili, quanto sia importante il matrimonio per gli omosessuali, quanti fascisti ci siano ancora nel mondo o qualsiasi altro stra-fottuto luogo comune di cui nessuno normalmente s’intende per un cazzo, mi piace fare quella che non è d’accordo con la maggioranza e vedere come in pochi minuti tutti si sbranano a vicenda e litigano e tirano fuori insulti sulla vita privata di questo o di quell’amico e la serata va a puttane e piano piano se ne vanno tutti.

Sono dispettosa perché penso che il dispetto talvolta abbia più vitamine di una spremuta di agrumi.

In gelateria mi piace passare davanti ai bambini perché sono bassi e il gelataio da dietro il bancone non li vede e nel momento in cui mi viene dato il gelato, se sono fortunata, amo dare la prima leccata con gli occhi ben fissi dentro a quelli del bimbetto e, senza che i genitori si accorgano di nulla, comunicargli con quello sguardo tutta la bontà del mio gelato che non è il suo.

Il dispetto è buono, non vuole mica fare del male, fa bene a grandi e piccini se si piglia con leggerezza.

Peccato che alcuni proprio non ce la fanno a prendere con leggerezza niente, figuriamoci il dispetto.

Tipo il signor venditore di Sky del centro commerciale vicino casa mia che, quando mi ferma e insiste che Sky è una figata, io gli faccio spiegare tutto ciò che esiste sul catalogo e gli chiedo questo e quel prodotto e i prezzi, i canali disponibili e lui si esalta e pensa di avercela fatta e quando lo vedo che è ben ben surriscaldato gli comunico che non ho la tivvù e non la vorrò mai ed è un peccato perché effettivamente questa Sky sembra interessante.

Lui si offende a morte, smette di parlare e mentre me ne vado non mi saluta ma sputa lì un impasto rabbioso di sillabe che somigliano ad un grazie e a un mavàvà, mentre fuma di bile.

Il dispetto è un compagno fedele per tutte le persone che si sentono sole e hanno voglia di sperimentare le reazioni più inaspettate degli esseri umani.

Quando gli amici mi trascinano in discoteca e qualche ragazzo sudato si avvicina e mi grida nelle orecchie domande su come mi chiamo e dove lavoro, io impazzisco di piacere a rispondergli nel suo timpano ubriaco, milioni di frasi senza alcun senso e innumerevoli parole inventate, tipo “splamplischero” o “turcimboni, tu?!” fino a quando lui non diventa pazzo a furia di dire “Come?!”

Il dispetto è un tappeto volante per te e per la tua anima, è una passeggiata tra le stelle, è una dichiarazione d’amore al tuo acume troppo spesso dimenticato.

LE NUOVE 10 PIAGHE CHE NON VI AVEVANO PROFETIZZATO

COSE FASTIDIOSE

1) Certi Agenti Immobiliari.

Arriveranno in moltitudine al vostro appuntamento.

Arriveranno alla guida di Honda Civic cromate, coi finestrini oscurati, l’impianto audio a bomba e mille deodorazioni diverse in macchina.

Indosseranno completi eleganti fatti di cartongesso color prugna e mocassini “a bara” (con la punta quadrata e l’aspetto funebre*).

I loro capelli incastonati nella gelatina, sembreranno gli stessi dei Big Jim.

Useranno termini in disuso da secoli, come “immobile”, “locazione” , “disimpegno”, “angolo relax”, “reddito dimostrabile”, “cedolare secca”.

Proveranno a vendervi 40 mq su 5 piani.

Proveranno a venderveli facendovi sentire dei poveri idioti se non riuscite a cogliere il sapore straordinario dell ” immobile” che vi propongono.

Vi toccheranno come foste loro vecchi cugini: pacche sulle spalle, sul sedere se siete donne, mani in faccia e disgustosi appellativi per vostro figlio, come “zuccherina” o “nanetto” .

2) I bambini in aereo.

Giocherete con loro al gate, mentre aspettate di salire in aereo.

Sorriderete bonari guardandoli disegnare prima del decollo. Coi loro musini da orsetti.

Poi al momento della partenza capirete che le loro urla vi stanno trasformando in dei mostri.

Vi girerete di continuo dalla vostra poltrona per guardare in cagnesco i poveri genitori che tentano di sedare il piccolo internato.

I vostri timpani si tapperanno per i due giorni successivi e non a causa della pressione in aereo.

Vi sentirete terribilmente in colpa per aver desiderato un abbassamento del battito cardiaco del piccolo urlatore, giusto fino all’atterraggio.

Invece il giovane posseduto in tutina, continuerà a manifestare la sua paura della morte ad alta quota, rendendo tutti consapevoli che l’aereo è un mezzo di trasporto fottutamente lontano dalla natura dell’uomo, anche se tutti fanno sempre finta di niente.

E arrivato finalmente il momento dell’ atterraggio, non individuerete più il bambino e il suo diaframma, perchè il piccolo sarà tornato del suo naturale colore e col suo solito musino da orsetto.

3) Gli ausiliari del traffico.

Caleranno dagli uffici delle prefetture coi loro blocchetti e i loro palmari per intercettare la vostra macchina in seconda fila.

Avrete allucinazioni e miraggi della striscia catarifrangente delle loro giacche.

Saranno portatori del foglietto più maledetto con gli occhi al cielo, della storia umana.

Arriveranno alla vostra vettura puntuali, non appena la avrete lasciata con le doppie frecce inserite, per correre a prendere il nonno dalla fisioterapia.

Proverete ad avvicinarli e vi accorgerete che sono l’unico organo statale incorruttibile.

Vi renderete ridicoli come non avete mai fatto, per provare a convincere la ausiliaria che vi siete innamorati di lei all’istante e che non vi interessa che vi abbia appena chiamato il carro attrezzi per farvi rimuovere la macchina.

Proprio quando avrete girato l’angolo e penserete che non vi stiano vedendo, sfogherete a gesti la vostra ira contro di loro, non rendendovi conto che gli ausiliari girano quasi sempre in coppia.

4) Gigi D’Alessio.

Anche se non vorrete ascoltarlo, lui si farà trovare nelle radio, dal giornalaio, allo studio medico, dalla parrucchiera.

Desidererete mettere la famiglia in macchina e appostarvi sotto casa sua per pestarlo davanti ai bambini.

Imprecherete il giorno in cui qualche malavitoso gli ha consegnato il budget di partenza per produrre il suo primo disco.

Proprio come per gli ausiliari del traffico, anche per questa piaga è provvista una serie di allucinazioni e incubi in cui vedrete il suo faccione rosso e glabro minacciarvi con in mano uno stereo e il suo nuovo disco.

Vostra figlia vi chiederà i soldi per andare a un suo concerto.

Vostra moglie lo troverà un uomo affascinante.

Sarete sempre consapevoli che un individuo del genere abbia più soldi e successo di voi e questo vi indispettirà non poco.

5) Le mutande nel sedere.

Si attorciglieranno tra le vostre chiappe e il vostro cervello darà input alla vostra mano di liberarle, senza che ve ne diate conto.

Il cervello darà sempre questo ordine.

Anche quando starete passeggiando in vie trafficate e zone chic.

Non potrete resistere. Arriverete a fare contorsioni che non pensavate.

Arriverete a non darvi conto di chi vi circonda e a sorridere sollevati dopo che lo avrete fatto.

Questa piaga si farà insopportabile per le ragazze ancora recidive con le mutande di pizzo.

Una vera e propria sega circolare si attiverà ogni volta che si poseranno su una sedia.

Una coreografia da sedute senza precedenti.

Balleranno anche le signorine meno portate per la danza, nelle strade eleganti di città, dove il ritornello prevederà sempre uno schiocco di dita ad altezza sfintere.

6) Le riviste del parrucchiere.

Non esisterà possibilità di sopravvivenza per il vostro organo intellettivo, se capiterete nella sala d’aspetto di taluni studi di hair-style.

Questa piaga invaderà il vostro quartiere prima o poi.

Pur tentando di resistere con tutti voi stessi, alla fine la copertina di Eva Tremila con un ammasso informe di rossetti e sederi al mare, vi attirerà.

Vi farà suoi.

Aprirete la prima pagina con disgusto, facendovi vedere da tutti, visibilmente contrariati.

E finirete per divorare tutte le riviste di gossip che l’Italia riesce a produrre in un paio d’ore, e per di più con la testa piena di carta d’alluminio.

Uscirete sapendo tutto della vita privata di Barbara D’Urso.

Tutto tranne quello che ci sarebbe veramente da sapere.

7) I video di Biagio Antonacci.

Inutile cambiare canale. Biagio li conquisterà tutti, se continuiamo così.

Le immagini di cavalli bianchi, di Biagio che rincorre ragazze (discutibili come la Canalis) in camicia da notte che corrono per boschi, di lucchetti, cuori, lacrime sulle guance, invaderanno i vostri pomeriggi tristi con la tivvù accesa.

Una piaga che rischia di contaminare le vostre figlie, specie se preadolescenti.

Il fascino dello Sting di Milanofiori, stregherà vostra moglie, anche se non lo ammetterà mai.

Certe cose non le vedrete neanche andando a cercarle sui canali specializzati in soap opera colombiane.

Certe facce non le vedrete neanche alla bisca di Castellammare di Stabbia.

Non potrete fare nulla per evitare che Biagio resti fuori dalla vostra vita: lo riconoscerete coi suoi cavalli bianchi, nei maxi-schermi al bar sotto casa, dall’estetista, all’aperitivo, e perfino nei negozi di dischi.

8) Gli Amari e i digestivi del discount.

Arriverà il momento in cui, qualche vostro amico inviato dagli inferi, vi proporrà di comprare gli alcolici della vostra festa di compleanno, al discount.

Arriverà e voi non avrete il “no” categorico pronto.

Andrete, comprerete 4 carrelli pieni di Lambrusco Allegro, Limoncello SuperLimon, Nocino Sveglio, Digestivo del prete e molto molto altro.

Vi sembrerà di bere zucchero e berrete. Berrete. Berrete senza pietà, in nome del compleanno e del party economico.

Gli amici vi ringrazieranno a fine festa, ma voi non capirete perché, visto che sarete certamente non coscienti da ore.

Vi sveglierete dopo 48 ore con la stessa sensazione che ebbe Ulisse subito dopo essere uscito dalla sua visita nell’Ade.

Proverete nausea per i successivi 25 anni, semplicemente passando davanti a quel maledetto discount.

9) Gli aperitivi milanesi.

Verrà il momento in cui anche nella vostra piccola, pacifica città, saranno di moda.

Se avete un bar, preparatevi al collasso economico, visto che dovrete cucinare e offrire gratuitamente a centinaia di avventori, primizie di tutti i generi, per poter competere col bar di fronte.

Se siete invece avventori di bar, se amate rilassarvi dopo il lavoro con un ricco aperitivo mangia-e-bevi, preparatevi a respirare il fumo di 800 sigarette a sera, pur bevendo all’aperto.

State pronti ad avere il sound improbabile di Bob Sinclair, sparato a 300 decibel nei timpani.

Preparatevi a tornare a casa alle 21 in coma etilico e con il pancreas divorato dalle pizzette riscaldate.

Non potrete evitare di vestirvi griffati e leccatissimi, perché vi sentirete talmente osservati da tutti e da tutte, che l’aperitivo per voi, diventerà un mestiere non retribuito.

10) La Smart.

Inutile descrivervi una piaga quando ormai si è diffusa con violenza in quasi tutta la penisola.

Sguisceranno nel traffico sotto la carena della vostra macchina.

Strisceranno contro il fianco del vostro motorino con il loro rombo elettronico, lo stesso di una spazzola per acconciature a motore.

Si parcheggeranno dentro i vasi del vostro condominio, in mezzo ai geranei.

Occuperanno tutti gli spazi occupabili riservati, fottendo sul tempo invalidi, mamme con passeggini, vecchietti con bastoni, bambini all’uscita di scuola, scarico merci e parcheggi ambasciate.

Vi stupiranno in autostrada, quando passeranno a 140 all’ora lanciate come piccole cellule spaziali in ispezione sulla terra.

Nella maggior parte dei casi, saranno guidate da neopatentate bionde e da signori pensionati col sigaro in bocca da accendere, di qui le ovvie conseguenze.

 

Vuoi vedere il live del pezzo, dal reading tristocomico di Madame Pipì?

 

* Un ringraziamento speciale a Barbara. Il neologismo delle scarpe “a bara” è suo.