L’insostenibile leggerezza delle dita nel naso in macchina

SINFONIE

Sono ossessionata dalla figura di merda.
Mi spaventa a morte la possibilità che qualcosa o qualcuno possa mettere in cattiva luce la mia apparente straordinaria personalità, costruita nel tempo e con un sacco di soldi e social network.
Quando sono in giro, la mia vita è tutta concentrata a controllare che non ci siano ipotesi di figure di merda all’orizzonte e come tutte le cose che speri non accadano mai, puntualmente eccole presentarsi: faccio continue figure di merda.
Specialmente in auto, un luogo dove non so per quale misterioso motivo, sono convinta che nessuno mi veda.
Quando salgo in macchina devo fare molta attenzione a non rilassarmi perché altrimenti è la fine.
Non appena mi rilasso, inizio a guardare fuori dal finestrino e penso alla mia vita e quando ciò accade si creano le condizioni ideali che portano il mio inconscio di giovane donna a decidere che è arrivato il momento di infilarsi le dita nel naso.
Non ci si deve rilassare mai, soprattutto in auto.
Eppure l’occasione è irresistibile. Perchè l’abitacolo della propria auto rappresenta una protesi di casa, come portarsi un pezzetto dei propri affetti con sé ed è quindi un posto molto rassicurante nonostante ci sia un grande pericolo evidente: là fuori infatti, al di là del finestrino, si nasconde un numero imprecisato di sconosciuti che mi stanno guardando, che stanno tramando contro di me, che vogliono seguirmi fino a casa o che semplicemente si stanno domandando perché una ragazza così carina debba togliersi il cerume dalle orecchie, in fila al semaforo.
Eppure nella mia auto sono tranquilla. Ho una sensazione simile a quando sono in aereo e la hostess mi mostra come funziona la maschera e me lo spiega in un modo così dolce che io non penso mica che l’oggetto in questione potrebbe accompagnare gli ultimi istanti della mia vita.
Sono tranquilla, anche se dentro di me, molto profondamente, so che se dovesse capitare l’occasione, sia io che lei useremmo la maschera nello stesso modo: strappandocela dalle mani e gridando come demoni.
Ma facciamo finta che non ci sia pericolo, che sia tutto molto safe.
Allo stesso modo io ho finestrini di serie, non quelli oscuranti per capirci, e so perfettamente che tutti vedranno quello che faccio, ma il fatto che ci sia un finestrino, un muro di vetro tra me e il resto del mondo di merda, mi tranquillizza.
E poi esistono delle stalattiti che si formano nella parte superiore del naso, e che si possono togliere solo con l’aiuto di pollice e indice messi in tensione come il gancio con cui prendi gli orsetti al luna park.
E l’inconscio, non si capisce per quale motivo, reputa tale operazione eseguibile solo all’interno di un’auto.
E non mentre si è in autostrada, mentre si guida veloce e nessuno vede, ma quando ci si trova comodamente in fila, pensando alle faccende della nostra vita, percorrendo la stessa, solita strada che si fa ogni mattina da tanti anni: quella dove ormai ci si riconosce coi vicini di coda che hanno la nostra stessa fascia oraria.
C’è ragazzo con la golf rossa che si fa le canne, l’avvocato che ti supera con lo scooter mentre grida con il bluetooth, la filippina coi bambini biondi in macchina.
Le ho sempre guardate con sospetto le filippine coi bambini biondi.
Anche se so che sono bambinaie, mi viene sempre da lanciar loro un’occhiataccia sospettosa, forse solo per passare il tempo:
“So che li hai appena rapiti, signola. Prima o ti prenderanno, soprattutto se continui a fare questa strada dove siamo tutti in fila e non hai possibilità di fuga”.
Eppure nonostante la fila, anzi forse proprio a causa di questa, ad un certo punto divarichiamo il naso con le dita, come in trance.
E solo se ci sentiamo lo sguardo di qualcuno davvero addosso, realizziamo la figura di merda e cerchiamo di stemperare con la tecnica degli intellettuali alle mostre di arte contemporanea: quelli che si titillano la punta del naso davanti a una tela di Fontana, filosofando sulla scelta di questo o quel colore.
“Non mi stavo indagando il naso, sei tu che hai visto male.
E poi che ci fai con quei bambini biondi in macchina?”
Quando a Milano uso il car-sharing ENJOY, sono atterrita all’idea che qualcuno faccia come me, anzi peggio, visto che la macchina non è di nessuno.
Mi siedo nella 500 rossa e penso alla caverna di totem gialli e duri che si nasconde sotto il sedile e guido in punta di piedi.
Poi dopo qualche minuto in auto ecco che mi rilasso e ricomincia il grande ciclo vitale delle figure di merda automobilistiche.

DIMMI CHI ERA IL TUO EROE DA BAMBINO E TI DIRO’ CHE ANTI-EROE SEI OGGI

COSE FASTIDIOSE

L'uomo mascherato. Cosi vintage cosi avanguardia.

Spesso ci stupiamo delle persone che scegliamo di avere vicine.
Amici che dopo tanti anni di avventure e fiducia reciproca, ti rubano la fidanzata.
Marito che dopo tanti anni di felicità e rispetto vieni a scoprire che va nei locali dove si frustano nani mascherati da cerbiatto.
Migliori amiche dalle elementari che ti rigano il cofano della macchina di notte..
Per non parlare delle guerre legali tra familiari.
Quelle dove l’esito finale lo vedranno gli avvocati dei tuoi pro-nipoti nel 2073.
Chi ci sta accanto, soprattutto chi siamo abituati ad avere accanto perché lo abbiamo evidentemente scelto, prima o poi ce lo fa il sorpresone.
Insomma presto o tardi, alla fine arriva sempre questo tipo di domanda nella nostra vita:
” Ma perché ho scelto quel coglione tra i miei fedelissimi? Cosa ho trovato in quella miserabile di così affine o malato per gemellarmici?”
La risposta, la so. Per questo il mio è un blog dalla vocazione missionaria.
Perché possiedo tantissime risposte che voglio regalare ai miei affezionati.
Risposte che tuttavia non riesco a mettere in pratica neanche io, da sempre.
Sono perlopiù risposte ricevute grazie alla discreta esperienza che ho accumulato attraverso innumerevoli, svariate, variegate e secolari figure di merda e legnate tra naso e bocca.
Per questo possiedo tanta saggezza.
Comunque, torniamo a noi.
E ammettiamo di essere composti da un buon 45% di componenti che provengono da chi ci circonda quotidianamente.
Siamo chi frequentiamo: prendiamo atteggiamenti, abitudini, vizi e spesso anche odori, delle persone che ci sono più vicine.
Soprattutto siamo chi frequentiamo da piccoli.
E chi frequenti da piccolo, a parte la mamma ( per la mamma ci vorrebbero un paio di enciclopedie in più, oltre a questo umile trattato che state leggendo, quindi rimando a chi c’ha capito qualcosa più di un cazzo, sulla mamma ) e gli amichetti, che però cambiano velocemente e nutrono per noi un rapporto esclusivamente legato all’amore per il gioco?
Chi frequenti da piccolo se non il tuo mondo invisibile e i tuoi eroi?

I nostri eroi, cazzo.
Non ci avevate mai pensato?!
Non solo hanno influenzato il nostro modo di essere perché erano i nostri modelli di vita ma, secondo me ( e quindi fino a che qualcuno non mi contraddica, è universalmente riconosciuto ) ci sono molti motivi interessanti che ci spingono a scegliere un beniamino rispetto ad un altro.
Perché scegli He Man piuttosto che il Signor Bonaventura o Batman?
Perché amavi Sailor Moon invece di Poochie?
Dimmi chi è il tuo eroe e ti dirò chi sei.
Se scegli il Signor Bonaventura, ad esempio, è quasi certo che da grande ti vestirai come lui.
Senza però avere il suo culo nel trovare bigliettoni per terra.
Se amavi la sirenetta probabilmente oggi avrai le spalle da nuotatore. O sbaglio?
Big Jim è il migliore amico dei piccoli gay mentre direi che Iron Man è di quelli che anelano alla eterosessualità (Superman rimane irraggiungibile.)
Se scegli Doraemon mi ci gioco che da grande sarai secchione.
Mag Gyver, neanche da metterlo in discussione, è soprattutto il beniamino degli ingegneri.
Che quasi sicuramente in età adulta avranno mantenuto quella stessa capacità di mettere la propria vita e quella degli altri, continuamente a repentaglio, sperimentando sport estremi e reazioni chimiche in cucina.
A te piacevano i Power Rangers? Ti sarai di sicuro iscritto almeno un paio di volte a judò e avrai una passione sfrenata per i caschi con interfono integrato.
Andavi pazza per Kiss me Lycia?! E’ da lì che nasce tutto il movimento delle groupies.
Se sei stato un seguace di Obi Wan Kenobi? Molto probabilmente oggi sarai quello che in discoteca quando mettono i fari laser colorati diventa completamente idiota dall’entusiasmo.

Nei confronti di tutte le ragazze che si ricordano con affetto di Occhi di Gatto nutro il forte sospetto che oggi si concedano sistematici e incontrollabili furti di mascara in profumeria.
E non sono da meno quelli che adoravano Lupin.
Chi amava Rambo ha fatto il servizio militare (pentendosene e maledicendo Rambo mentre faceva il cubo).
007 è per i vanitosi.
Wonder Woman per le topine da rimorchio in discoteca.
Dylan Dog per chi oggi quando sente un rumore in casa ha un attacco di panico.
Bia per quelle che si fanno fare i tarocchi dall’amica, ogni mese.
Vostro padre leggeva Pecos Bill? C’è una buona possibilità che sia razzista.
Alla tua amica piaceva da pazzi Batman? Il fatto che le siano piaciuti uomini mascherati con un cappello da uccello non ti inquieta?
Magari vi starete chiedendo a me chi piacesse da piccola..
Beh io mi esaltavo con gli Yattaman.
Oggi infatti guido auto improbabili dal quale escono eserciti di germi (gli Yattaman però non lasciavano pezzi di crostatina sotto il sedile di YattaDog per settimane..)
A mio fratello ad esempio piaceva Geronimo, il famoso indiano dalla faccia severa e il labbro sottile.
Ogni tanto intravedo in lui la stessa impressione incazzata e spettinata che aveva il famoso indiano nel poster in camera sua.
Insomma potremmo continuare per fogli e fogli ma la morale di questo breve trattato è: sai chi è il beniamino di tua moglie? conosci chi è stato l’eroe di tuo fratello?
Perché se avete un amico o vi siete fidanzati con una che ha la collezione di Diabolik o le Barbie in soffitta, sapendolo ora fate in tempo a correre ai ripari.