PIAGHE

piaghe, PROGETTI DI DISINTOSSICAZIONE

Piaga
[pià-ga] s.f. (pl. -ghe)

  • 1 Lesione della cute o di una mucosa, con perdita di pus o di siero e difficoltà di cicatrizzazione; estens. ferita, lacerazione, taglio: avere le p. ai piedi, alle mani
  • 2 fig. Dolore dell’animo, pena, tormento || mettere il dito nella, sulla p., toccare un argomento delicato, che rinnova la sofferenza di qlcu.; anche, mostrare con chiarezza dove sta il nocciolo di un problema
  • 3 fig. Problema sociale grave e diffuso: la p. dell’alcolismo, della corruzione

per brochure

Da quando ho intrapreso il mio percorso di scrittura comica, l’intento è sempre stato sociale e mi fa ridere dirlo nei confronti di racconti umoristici, ma sentivo e sento l’urgenza missionaria di identificare e condannare abitudini, mode e tendenze di costume che stanno dissanguando il nostro libero arbitrio intellettuale, omologando la nostra identità e mortificando le poche altezze rimaste del genere umano.

Quando ho incontrato la biro partigiana e il lavoro che Steve Magnani porta avanti grazie ad essa, ho capito che il tempo storico per associarsi e dichiarare dissenso è ancora attualissimo e, per quanto riguarda gli artisti, anche doveroso e necessario, esattamente come accadde in tempi migliori, coi più noti movimenti artistici e letterari.

Quali sono le Piaghe della nostra epoca? I castighi che anzichè divini ora sono squisitamente auto-inflitti dall’uomo?

Sono piccole cose, niente di grave. O forse si.
Sono messaggi subliminali spacciati per avveniristici, pensieri morali che non puoi contraddire altrimenti sei bigotto.
Sono negozi dove sei ipnotizzato e telecomandato a comprare senza scelta personale, tendenze o professioni che l’universo ha decretato essere cool e tu non puoi dissentire.

Sono stili di vita ai quali, se vuoi essere accettato, non puoi sottrarti.
Queste tendenze inaridiscono, frustrano, immiseriscono il nostro genere e mentre il mondo le chiama, appunto, tendenze, io e Steve Magnani sentiamo una vocina nello stomaco che ci dice che no, che sono problemi sociali,  sono Piaghe.

Così è partita la nostra ricerca, uno studio delle piaghe contemporanee, una caccia alle streghe del nostro secolo scherzosa ma serissima perchè l’espediente della risata per dire qualcosa di importante sarà anche vecchio come il mondo ma è sempre performante.

Il termine “Piaghe” ha sapore biblico perciò anche i miei testi comici e le immagini di Steve hanno molte analogie con certe omelie protestanti.
E senza dubbio si tratta di protesta: una rivolta sociale, all’intrattenimento e ai suoi temi scritti per far dimenticare anzichè pensare.
La comicità oggi non sa più dove andare a pescare lo scandalo perchè il pubblico è abituato a tutto.

I cliches tipici del cabaret puzzano di muffa.
Gli stand-up comedian parlano di pompini, nani e assorbenti cercando negli occhi del parterre meraviglia e stupore.
Io e Steve pensiamo che la piaga contemporanea peggiore sia pensare che sia tutto lecito e che il cattivo gusto non esista.
Anche per questo siamo alla ricerca di eleganza espositiva, finezza nella proposta grafica esercizio di recupero grammaticale in un’epoca in cui scriviamo “perkè”, parolacce e soggetti spregevoli che si confondano con concetti moralmente elevati.

Rinunciamo a qualsiasi grido o altro espediente sguaiato, critichiamo le mode contemporanee utilizzate senza cognizione, abbiamo il desiderio erotico di proporre una comicità che non sappiamo bene se sia satira, stand-up comedy, cabaret o se necessiti di catalogazioni ma che senz’altro faccia nascere nel pubblico il sorriso di chi sta facendo funzionare a regime l’organo più affascinante che abbiamo: il cervello.

Piaghe è un contenitore con dentro un sacco di cose arrabbiate: un libro, uno spettacolo teatrale, un canale di contenuti video con cui porteremo avanti la nostra ricerca missionaria. Coming Soon insomma. Si dice così?

https://mrkillblog.wordpress.com/

https://madamepipi.wordpress.com/

 

 

AFORISMI SUL COMPLEANNO

LE FIGURINE

compleanno?

E’ il mio compleanno, devo entrare gratis al cinema.

E’ il mio compleanno, ho la giustificazione per la scuola e al lavoro è giorno di riposo retribuito.

Anzi che non è festa nazionale.

Scusate, è il giorno in cui sono nata, fatemi passare avanti alla cassa, grazie.

Metro e taxi gratis, giusto?! E’ il mio compleanno.

Cena gratis fino a 120 euro in qualsiasi ristorante, giusto?! E’ il mio compleanno.

Posso scegliere quello che voglio al banco dei gelati e avere tutti i musicisti che voglio suonino live, alla festa del mio compleanno, giusto?!

E’ il mio compleanno, niente cachet, gli pago solo le spese di viaggio ad Andrew Bird.

Pulizia del viso a letto, da massaggiatore giapponese figo per svegliarmi, o sbaglio?!

E’ il mio compleanno, devo aprire al fioraio perché, col fatto che il giorno del compleanno i fiori sono gratis, ne ho presi una tonnellata, ancora vivi.

E’ arrivata la colazione 7 stelle, biologica con succo d’arancia e melograno, pane ai 5 semi con pomodori secchi, tofu e olio di oliva e caffè?

E’ il mio compleanno, mi sembra il minimo.

Grazie! Mi serviva proprio un volo per Essaouira con incluso tour de force di hammam tradizionali e di mare buono.

Amo il compleanno.

Com’è che non c’è traffico?!

Ah giusto, è il mio compleanno..

Dove si prendono i buoni benzina? Si signor benzinaio, è il mio compleanno..

Amami, è il mio compleanno.

Devi fare tutto quello che ti dico, dai piccoli ordini fino a caricarti la spesa per 5 piani di scale, è il mio compleanno.

“Il centro benessere sotto casa, a sua disposizione per tutto l’orario lavorativo, d’altronde è il suo compleanno, signorina”

Si, altre 7 casse di rum grazie, è il mio compleanno.

Ah, è gratis?! Allora, faccia 9, guardi.

Fermi tutti! Questa è una rapina! E’ il mio compleanno.

E’ suo questo appartamento?!Beh, è il mio compleanno,quindi..

Signor Presidente, oggi è il giorno in cui devo dire la mia, è il mio compleanno.

Amministratore Delegato, stia zitto e si sieda, ora si parla uno per volta, ha capito?! Si ricordi che oggi è il mio compleanno.

Signora Vigilessa, vada a cagare, oggi è il mio compleanno.

E’ il mio compleanno, il bancomat è impazzito. Sputa contanti solo con le mie impronte digitali.

E’ il mio compleanno, Dio è contento di sicuro.