ODE ALLA CACCA

SINFONIE

Piero Manzoni Artist's shit

Se ammetterai che la merda in fondo non è cattiva, dovrai mangiarla due volte al giorno.

Ennio Flaiano, Taccuino del marziano, 196o

Con sincerità mi tocca ammettere un segreto che i miei amici stretti per rispetto e delicatezza non hanno mai voluto diffondere.

Ho aperto un blog perché aspettavo che arrivasse prima o poi il momento di parlare di Cacca.

Non perché l’argomento interessi a molti, ma semplicemente perché l’argomento interessa a me.

Anzi, più che interessarmi è una vita che aspetto il momento di parlare di Cacca.

Madame Pipi cerca di distinguersi sempre per stile ed eleganza comunicativa, anche trattando argomenti scabrosi, perciò spero mi consentiate di rubare la vostra attenzione per 6 minuti, per parlarvi solo ed esclusivamente di feci.

D’altronde 6 minuti non sono molti.

L’ anno scorso ho condotto una diretta radio, parlando esclusivamente di cacca, tra una canzone e l’altra.

Non riuscivo a fermarmi: parlavo della Merda d’Artista di Manzoni e mi venivano in mente gli studi psicologici di Freud legati alla defecazione.

Citavo una poesia e affioravano nella mia mente, testi e testi di letteratura e di narrativa per bambini dove la cacca è indiscussa protagonista.

Una diretta di un’ora e mezza, parlando solo di popò!

Stavolta vi va meglio, solo 6 minuti la previsione di tempo di lettura di questo umile testo.

Protagonista la più antica e leggendaria produzione di ogni essere vivente.

La Cacca fa parte del nostro background a 360 gradi: è nel nostro bagaglio genetico, nell’arte, nella letteratura e senza dubbio anche abbondantemente presente nel nostro vocabolario.

I Francesi hanno un primato in Europa: la nominano almeno 6 volte al giorno, per i loro piccoli inconvenienti.

A proposito di Europa, ho scoperto che ci stanno togliendo un altro diritto vitale: fare la cacca.

Nei paesi occidentali la stitichezza, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, colpisce più del 50% delle donne e più del 35% degli uomini, causando una spesa annua sociale che supera i 25.000 miliardi in prodotti lassativi.

La stitichezza colpisce ben il 20% dell’intera popolazione dei paesi più industrializzati.

Bell’affare che abbiamo fatto: ci hanno stressati talmente tanto da toglierci la voglia di sprigionare qualcosa di davvero nostro.

Guardate che può esserci molto poco da ridere quando si parla di cacca.

Ma questo, per vostra fortuna, è un blog cinico ma spensierato.

Quindi butto lì solo con un paio di righe le brutte notizie e le lascio a pasturare nel vostro inconscio mentre torno rapidamente al buon amico humor.

La Cacca.

Una delle prime parole che impariamo e una delle ultime cose rimaste che non siamo in grado di tenerci dentro.

Quando scappa scappa, non c’è governo, legge, religione, che può privarci di uno degli istinti umani più travolgenti.

Per questo la stitichezza va combattuta non a suon di lassativi, come dice l’Organizzazione mondiale della sanità, ma come vero e proprio blocco psicologico.

Stitici: io ci son passata, imparate a pretendere di fare la cacca perché la cacca è un diritto inviolabile.

E fa parte della categoria Diritti di Espressione.

Fondamentali.

La Cacca.

Celebrata mai come in questi ultimi tempi, dalla letteratura e dalla narrativa per bambini.

Elegantemente scopro su Wikipedia che In Italia, nel 2005 “La Cacca: storia dell’innominabile” di Nicola Davies,

vince il Premio Andersen come miglior libro di divulgazione.

Mica merda.

Qualche anno dopo, dal libro di Davies prende spunto la mostra itinerante proprio con il titolo del suo libro.

La mostra è ospitata a Ravenna, alla Biblioteca De Amicis di Genova nel 2007, a Riccione e a Cagliari in vari spazi espositivi.

La mostra sulla cacca passa anche al Museo di Storia Naturale di Trento (e dove se non al museo di Storia Naturale!!)

Per far contenti anche i piccini, la cacca in mostra è passata anche al Museo dei Piccoli di Napoli.

Così i bambini napoletani hanno potuto sperimentare ( spero non con mano )  che la cacca non  si trova solo sui marciapiedi della loro città.

In Spagna il capolavoro grafico di Sergio Mora “La Caca Magica”, un racconto illustrato per grandi e piccini dove si mostra come dalla Cacca possa nascere qualcosa di buono, sta vendendo più di 50 sfumature.

Sarà che nelle librerie questi libri si troveranno senz’altro uno accanto, alla lettera M di merda.

La Cacca.

Cosa dire del suo apporto alle arti figurative e alla poesia?

90 barattoli di pupù.

Quanto avrà impiegato ( e soprattutto cosa avrà impiegato ) il grande artista Piero Manzoni per produrre le sue conserve di cacca…ehm, voglio dire la sua famosa opera “Merda d’ artista”?!

La Merda d’Artista connota la degenerazione dell’arte e la bassezza morale degli artisti della sua epoca.

Di qui mi viene in mente una connotazione odierna:  barattolo di conserva con dentro cacca d’artista = consumatori e telespettatori di oggi.

Mangiamo cacca perché ci viene venduta come arte e come preziosa.

A proposito di vendita di cose preziose: nel 2007 un collezionista privato ha comprato la scatola n°18 di Merda d’Artista a 124 mila euro e 2 gusci di noccioline.

Dante, De Andrè, Artaud, Leonardo da Vinci, Samuel Beckett, Freud, Flaiano, Bukowski e Madame Pipì sono nella lunga lista di artisti che hanno creato intorno alla Cacca.

Quasi tutti in realtà ne hanno parlato come qualcosa di negativo, gli unici che si sono divertiti rotolando la pallina marrone sul foglio di carta sono Benigni ( e Madame Pipi, chiaramente).

La Cacca: cos’è per te la Cacca?

Per me ( rompo il ghiaccio ) è l’amica più fedele, la protagonista di tante avventure che conservo nei ricordi, la simpatica possibilità che se pestata con le ciabatte possa portare ancora più fortuna che con le scarpe chiuse.

La Cacca per me è l’unica parola che fa immediatamente smettere di piangere i bambini, più di gelato.

A volte è il pretesto per l’unico momento della giornata che posso dedicare a me stessa.

Altre volte è il pretesto per far allontanare gente noiosa ( provate a parlare di emorroidi in una cena elegante, al tizio che sta parlando da 40 minuti senza fermarsi a respirare ).

La Cacca infine, essendo ancora qualcosa di cui non si possa parlare, conserva una pellicola affascinante di primordialità, di mistero che mi fa credere che ci sia ancora qualcosa da scoprire dentro e fuori di noi: La Pietra Filosofale, come la chiama uno dei miei Maestri, Daniele Luttazzi.

La Pietra che racconta di noi.

Lasciamola parlare, restiamo in ascolto.

Tutti i nostri sensi sono ricettivi ad argomenti di merda ma la cacca originale è solo una: quella che sa scomparire per sempre nei flutti o nella terra, non quella che rimane a galla a cercare di convincervi a comprare qualcosa.

Diffidate dalle imitazioni.

***

Là dove si sente la merda si sente l’essere.

Antonin ArtaudPer farla finita col giudizio di dio, 1948

Se sei in un mare di merda senza barca, non aspettarti la Guardia costiera.

Neal AsherNeve nel deserto, 2002

Quando si è nella merda fino al collo non resta che cantare.

Samuel Beckett

Che schifo, eh, fratello, che la nostra merda sembri meglio di quel che sembriamo noi.

Charles BukowskiShakespeare non l’ha mai fatto, 1979

Agli scrittori piace soltanto la puzza dei propri stronzi.

Charles BukowskiIl capitano è fuori a pranzo, 1998

L’uomo è più complicato della mosca, che divora gli escrementi purché ne trovi. L’uomo coprofago li cerca nel corpo e li vuole ricevere dal corpo, come parte vivente di quel corpo, desiderato brancicando nella sua intimità alchemica più oscura.

Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

L’escremento, finché è nel corpo, è accettato: non è separato dall’unità del microcosmo; isolato spaventa e ripugna, per l’odore di anima denudata e anonima che esala.

Guido CeronettiIl silenzio del corpo, 1979

Se Denaro è simbolo di Escrementi, l’avarizia non è che una forma di coprofagia.

Guido CeronettiIl silenzio del corpo, 1979

Tu non sei il tuo lavoro, non sei la quantità di soldi che hai in banca, non sei la macchina che guidi, né il contenuto del tuo portafogli, non sei i tuoi vestiti di marca, sei la canticchiante e danzante merda del mondo!

Tyler Durden (Brad Pitt), in Fight Club, 1999

Se ammetterai che la merda in fondo non è cattiva, dovrai mangiarla due volte al giorno.

Ennio FlaianoTaccuino del marziano, 196o (postumo, 1974)

Le feci furono il primo dono che il lattante poté fare, sono ciò di cui egli si privò per amore verso la persona che aveva cura di lui. Dopodiché, in modo completamente analogo al cambiamento di significato nell’evoluzione linguistica, questo antico interesse per le feci si converte nella stima per l’oro e per il denaro.

Sigmund FreudIntroduzione alla psicoanalisi, 1915/32

La gente nuoterà nella merda se ci metti un po’ di dollari dentro.

Sir Guy Grand (Peter Sellers), in The Magic Christian, 1970

Tutte le opere della scultura, i capolavori di Fidia e di Michelangelo non esisterebbero se il neonato non avesse formato con gli intestini e con l’ano i suoi stronzi, per poi lavorarli con le manine in immagini della sua fantasia ancora vicino al cielo.

Georg GroddeckLo scrutatore d’anime, 1921

Ci sono tre cose che ci accompagnano fino alla morte: sangue, urina e feci.

Georg Groddeck

Si dice che il mondo sia fatto dal niente. Molto probabilmente è fatto dalla merda.

Christian Friedrich HebbelDiario, 1835/63

La merda è un problema teologico più arduo del problema del male. Dio ha dato all’uomo la libertà e quindi, in fin dei conti, possiamo ammettere che egli non sia responsabile dei crimini perpetrati dall’umanità. Ma la responsabilità della merda pesa interamente su colui che ha creato l’uomo.

Milan KunderaL’insostenibile leggerezza dell’essere, 1984

Ecco alcuni che non altramente che transito di cibo, e aumentatori di sterco e riempitori di destri chiamarsi debono, perché per loro non altro nel mondo apare, alcuna virtù in opera si mette, perché di loro altro che pieni destri non resta.

Leonardo da VinciCodice Forster III, XV/XVI sec.

Quando questa merda intorno sempre merda resterà / riconoscerai l’odore perché questa è la realtà.

Luciano LigabueIl giorno di dolore che uno ha, 1997

Mangiate merda, milioni di mosche non possono sbagliare.

Marcello MarchesiIl malloppo, 1971

Se la merda avesse qualche valore i poveri nascerebbero senza buco del culo.

Eddie MurphyAncora 48 ore, 1990

La merda è dissacrante.

Giovanni SorianoMaldetti. Pensieri in soluzione acida, 2007

Nessuno può dire di sé stesso in modo veritiero di essere una merda. Perché, se io lo dicessi, potrebbe anche essere vero in un certo senso, ma io non potrei essere intriso di questa verità: poiché in tal caso dovrei impazzire, oppure cambiare me stesso.

Ludwig WittgensteinPensieri diversi, 1934/37

La vita è come la scala di un pollaio: corta e piena di merda.

Proverbio

Quando la merda varrà oro, il culo dei poveri non apparterrà più a loro.

Proverbio portoghese

E se Natale o un’altra simpatica ricorrenza si avvicina, a questo link potete trovare un corriere espresso di merda: http://it.shitexpress.com/

Grazie all’amica Roberta Tucci per la deliziosa segnalazione!

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LA PADRONA DEL MONDO CHE CERCAVATE

PROGETTI DI DISINTOSSICAZIONE

Il cappello da dittatore era solo per la foto.

E’ importante che sappiate che non voglio prendere in giro nessuno, anche se dal titolo di questo articolo potrebbe sembrare.

Sono serissima.

E parleremo di politica.

Vi diranno che per andare a dire qualcosa a Bruxelles o per farvi la pausa pranzo al Capranichetta, c’è una selezione insormontabile.

Vi diranno che per comandare bisogna conoscere, fare i concorsi, vi diranno che c’è concorrenza ed è effettivamente così.

Per il comando ai Governi del mondo c’è molta concorrenza.

Pare che ultimamente il brutto faccia concorrenza all’orrido.

Pare che ci sia uno scontro tra merde anziché tra titani.

I titani sono stati sostituiti dalle merde.

E dai tecnici.

(Sennò sai che casino che combinavano, i titani.

Avrebbero pestato Brunetta senza accorgersene).

Ma la buona notizia di questa sera, signori, è che non c’è più bisogno né di tecnici né di titani.

Servono giustizieri della notte, super-eroi, mazze chiodate e catapulte.

Allora io, che di tecnica ne ho poca, lo ammetto, ma sono molto, molto incazzata col mio paese, voglio dire a tutti questa sera, che sono eccezionalmente disponibile in caso vi decideste a chiedere finalmente soccorso e a invocare l’aiuto di un padrone del mondo.

Sono io la Padrona del Mondo che cercate.

Visto che nessun uomo può dirsi libero se non è padrone di sé stesso, lasciate che qualcuno vi renda liberi, spadroneggiando.

Mi offro di supervisionare sulla libertà e la serenità di tutti, ad eccezione della libertà e della serenità dell’attuale classe politica, industriale e televisiva degli ultimi 30 anni.

Per me è cosa semplice fare la Padrona del Mondo.

Ma ho bisogno della vostra carta bianca.

Prima di tutto, stop ai finanziamenti a tutti i mezzi di comunicazione.

Vietiamo le soap-opera colombiane in TV e tutti quelli che hanno partecipato al Grande Fratello e i giochi a premi di Paolo Bonolis

li mettiamo a dare una sistemata alle fognature di Napoli.

A proposito di Napoli, Gigi D’Alessio a Capodanno va da sua nonna, per cortesia.

Può seguirlo anche Grignani, purchè non si presenti a mani vuote, almeno con un prosecchino dalla nonna…

L’abolizione di certi programmi televisivi sarà ovviamente estesa a tutto il pianeta terra, perché sono sicura che tutti gli esseri umani sono inconsciamente stanchi di tanta mondezza e IO voglio costringervi tutti al Bello, gente.

A proposito di affari esteri: i fast-food diventano illegali e pure le tette finte.

Vogliamo tutto bio.

Quando mi avrete votato come padrona del mondo, le slot-machines avranno un incentivo sulla rottamazione, d’altronde sono o non sono machines?

Per tutti i dipendenti dalle macchinette, gettoni gratis per quelle a-scontro, e non rompessero i coglioni.

Penso anche alle infrastrutture, se mi date fiducia: le autostrade le costruiscono i tronisti, con tutti i muscoli che si sono fatti per essere corteggiati.

Via i debiti dai paesi in via di sviluppo e proviamo a farli sviluppare davvero, questi paesi in via di sviluppo, anziché sotto-sviluppare loro e noi.

Li svilupperemo semplicemente disarmando il pianeta, fino al buco del suo sedere e sterilizzando calciatori e veline.

Se divento la padrona suprema, Obama dovrà anche dirci tutto quello che ha ascoltato con l’orecchio nel bicchiere appoggiato al muro del mondo e Zuckemberg dovrà ridarci indietro tutti i nostri selfie.

Mi volete come padrona del mondo?

Tolgo talmente tanti soldi alle multinazionali che ne avanzeranno per dare internet gratis a tutti, anche in fondo al mare.

Proibisco i parrucchini per signori e mi dispiace per il Mago Silvan.

E poi proibisco anche la Santanchè e le puzzette negli autobus.

Chi ama fare shopping, con me come Padrona del Mondo, ha breve vita: stabiliamo una spesa minima che la gente possa utilizzare in stronzate e stop, così il denaro in circolo diminuisce e noi con quaranta paia di scarpe in meno, probabilmente si campa meglio, ragazze.

Ma veniamo al dunque: cosa chiedo in cambio?

Cosa domando alla popolazione per sopportare il peso di tutta questa responsabilità?

Una piccola casa al mare, un fuoristrada e un giamaicano.

Nient’altro.

Il punto non è cosa ho in cambio, gente.

Il punto è…volete mettere la sensazione di essere la Padrona del Mondo?!

Poter rispondere finalmente alla domanda che ti fanno tutti, da sempre: “Tu cosa fai? Di che ti occupi?”, con qualcosa di davvero accattivante…

“Io? Io vivo a Milano, ho tre gatti e governo il pianeta”

Fatemi sapere, prima che compia 50 anni e mi torni ad essere un normale elettore passivo.

…..

Ah, birra gratis per tutti, anche dai rubinetti dei cessi negli autogrill.

 

 

SINFONIA DELLA CADUTA

SINFONIE

Credo fortemente nella potenza che ha in sé, la caduta o la scivolata a terra di un qualsiasi individuo.

Una potenza di salvezza e guarigione per l’ intera umanità, fino ad ora molto sottovalutata.

Vedere un signore che chattava col suo blackberry, sbattere le ginocchia sulle scale della metropolitana o una ragazza stilosa perdere l’equilibrio sui tacchi e andare di mento contro il selciato, è un’ esperienza di piacere simile al senso di liberazione che si prova in un giorno di sole, dopo che hai lasciato il lavoro che ti ha rovinato la vita.

La figura di merda altrui ci salverà.

Cadere in pubblico ti costringe a tornare alla primordiale semplicità di essere umano.

Cadono i politici più potenti della terra e le top models.

Cade Anna Wintour ( o ci auguriamo che lo faccia presto ) all’ingresso di una sfilata in via Tortona, e per un attimo ti accorgi che anche lei è una piccola creatura aggrappata alla vita.

Cade il leader del gruppo rock, la prima volta che prova a fare il tuffo nella folla.

Cadono quelli che si sentono invincibili e scivolano le spose perfette, anche dopo una settimana di prove vestito.

La serie di gesti scomposti di chi sta per cadere, le espressioni di chi sa che sta per fracassarsi su un angolo del marciapiede preso male con la bicicletta, donano a chi sta guardando, un improvviso senso di onnipotenza e di benessere, che non ha paragone con nessun altro piacere esistente sulla faccia della terra.

Iniziamo con le fasi.

Vi è qualcosa di sublime nella particolarissima danza che improvvisa la creatura che sta per cadere.

Si solleva da terra con gesti scomposti e disarticola tutti i suoi arti in spirali e scalciate in aria.

Roba che non si è mai vista neanche nello spettacolo di danza contemporanea più d’avanguardia.

Questa è la “fase inaspettata”.

Poi c’è la “fase del salvabile”.

La creatura cerca di recuperare dignità, equilibrio e tutti gli oggetti che stanno uscendo da tasche e borse a velocità supersonica.

Tutto questo accaparrare fogli e telefonini, questa ricerca feroce di qualsiasi appiglio che salvi dalla figura di merda, avviene quando la creatura è ancora sospesa in aria.

Se ci si salva perché c’è un corrimano o qualsiasi altro appiglio, il miracolato avrà rovinato la giornata a tante persone, deluse dal lieto fine della faccenda.

In questo caso vi è una particolare espressione, che il miracolato assume, a metà strada tra il “Mi sono salvato il culo” e “Sono fiero di te, ragazzo”.

Nel caso invece in cui non ci sia nulla da fare (l’impossibilità di salvarsi si realizza in genere, mentre si è sospesi in aria)ci si abbandona alla propria rassegnazione lanciando un ultimo piccolo “oooooh” molto chic.

Un vagito che significa “Si, sto cadendo ragazzi ma la prenderò con stile, perché sono uno ganzo”.

Ecco che arriva la fase centrale “la Caduta”, una fase piena di variabili, legate alla situazione, alla causa, alla stazza della creatura che cade e agli oggetti che porta con sè.

Qualche esempio :

Se cade una vecchietta purtroppo il costume sociale ha castrato il sentimento di ilarità di tanta gente, a favore di una espressione assolutamente finta di preoccupazione e premura.

“Si è fatta male signora?!”

Se c’è il volo della scarpa in avanti o indietro rispetto al punto dove si cade, la sensazione che prova chi guarda, supera i livelli di benessere mai percepiti.

Se poi prendiamo in considerazione le occasioni speciali, le cene aziendali o i ricevimenti importanti, dove l’apparenza e il risalto della propria personalità sono gli obiettivi della serata, la caduta raggiunge il suo grado massimo di mezzo di salvezza sociale.

La Signora Baronessa con il suo abito lungo si alza con enfasi dal tavolo per salutare il Ministro.

Sfortunatamente il tacco le rimane infilato nella lunga tovaglia di lino e lei, spiaccicandosi sulla moquette a pochi cm dalle stringate del ministro,  pur sorridendo e dicendo a tutti “non mi son fatta niente, ahahahah, caspita che capitombolo!!” per il resto della serata avrà tra i suoi pensieri una scritta al neon che scorre, con frasi tipo: “la mia acconciatura è andata a farsi fottere/ mi viene da piangere, ho una spalla bloccata/ speriamo che nessuno si accorga dello strappo in fondo alla gonna, mondo demonio”.

Però è la Baronessa grazie alla caduta è salva, almeno per una sera, dalla sua individualità.

A proposito della frase della Baronessa, “Non è successo niente” è proprio la denominazione dell’ ultima fase che trattiamo.

Ricomporsi, cercare disperatamente di darsi un tono è un comportamento che fa tenerezza e suscita simpatia.

La creatura si sistema il vestito, cerca tutti i pezzi del cellulare sparsi per lo spazio e si tocca il gomito stringendo i denti, sorridendo a tutti come se quello stronzo caduto poco fa non fosse lui.

La caduta in bicicletta della francese che frena solo con il freno di sinistra della sua bicicletta da passeggio bianca, perché con la mano destra sta tenendosi il cappellino di paglia, che fa tanto Brigitte Bardot , prende velocità su una ruota sola e si fracassa contro la vetrina di un negozio.

Il presentatore di 78 anni che sale le scale del palcoscenico come se fosse il presentatore di 21 anni e saltellando, sentendo la situazione chiusa nel suo pugno, s’ inginocchia sull’ultimo scalino, con il rumore delle sue rotule che vanno in mille pezzi, che risuona nel microfono.

Il giovane manager che, mentre le porte della metro si stanno chiudendo, la prende sul personale, come una sfida al raggiungimento degli obiettivi aziendali e si lancia in una corsa feroce, come ai tempi del rugby, e invece lui, il suo completo Calvin Klein e il suo Ipad si appiccicano come gli stickers di Natale sulle porte del lato opposto della metropolitana, fortunatamente chiuse.

Sarebbe stato meglio perdere la metro, Paul.

Adesso ti fai 14 fermate con tutti gli occhi addosso a te, al tuo Ipad col vetro scoppiato e alla bruciatura sul pantalone.

Manco fossi un rugbysta.

Questi sono solo alcuni esempi di avvenimenti che possono rendere la giornata di chi vi vede cadere, una giornata per cui vale la pena vivere.

Cadi saltando una staccionata e torna ad essere mortale.

Inciampa sul pattino di tuo figlio e regala un sorriso a tua moglie.

Prendi di pancia a 25km/h  il tornello che non si apre quando strisci la tessera dei mezzi pubblici e ascolta il sapore dell’umiltà.

La tua ballerina con la suola liscia che ruota in aria mentre tu sei a nuca sull’asfalto, regalerà momenti indimenticabili e guarirà molti dalla tristezza esistenziale.

 

Cadere è bello. Veder cadere è meraviglioso.