IL PECCATO ORIGINALE DELLE FAKE NEWS

BRANDED PARODY CONTENT, PROGETTI DI DISINTOSSICAZIONE

Riflettevo sulle fake news..

Chi ha inventato per primo l’arte di spacciare fregnacce non supportate da adeguato corredo di prove scientifiche?

Chi ha brevettato la cosiddetta stronzata pseudoscientifica per primo?

La pericolosa tendenza della bufala in rete è abbastanza recente ma in realtà, sono secoli che diciamo menzogne, con atteggiamento convintissimo.

Se c’è un genitore per ogni scienza, perché non dovrebbe essercene uno per la pseudoscienza?

Prima di insultare qualcuno, è mio costume insultare sempre me stessa, attraverso un accurato auto-esame, dando il giusto supporto e valore ai fatti, come dite voi, anche quando m’insulto e in questa specifica analisi critica, ho scoperto che chiunque sia stato l’inventore della prima fake new (orrendamente tradotta in italiano bufala, sempre per dare agli animali colpe che non hanno), ecco, chiunque sia stato il padre della divulgazione di fregnacce, proprio io sono stata a mio modo, fin da ragazza, una grande divulgatrice di fregnacce, di bufale.

L’origine di questa mia cattiva abitudine è il tempo della scuola.

Più precisamente le interrogazioni di matematica.

Tutti i miei più grandi traumi emotivi sono indubbiamente legati alle interrogazioni di matematica, fisica, chimica e tutte le materie scientifiche che ho dovuto subire negli anni duri della scolarizzazione.

Voi ricordate il volto della vostra prima insegnante di matematica?

Io me le ricordo tutte, con nomi e cognomi di quelle facciacce lì e sapete perché?

Perché quando incontri il volto del demonio, non te lo dimentichi più.

Come potrei dimenticare il volto di chi mi ha fatto sentire l’odore acre e pungente dell’imminente umiliazione, pronunciando il mio cognome per portarlo al patibolo, davanti a tutti i miei compagni?

PORCELLI, va bene 3?

Qual’è la differenza tra il patibolo e la lavagna?

Ed è proprio lì, alla lavagna, che ho valutato per la prima volta l’opzione delle fake news come un’ancora di salvezza.

Perché la matematica, oltre che ostile e maledetta, è una disciplina antica e primordiale e queste sono le condizioni ideali affinché ci si possa creare intorno un mistero o una cazzata.

Così, durante le interrogazioni iniziai a proporre nuovi teoremi inventati e a perorare la causa di nuove frazioni e radici quadrate che sostenevo mi dettassero gli alieni, di notte.

Era affascinante.

Ad ogni interrogazione ero così convinta da meritarmi una pioggia di oscar e i professori rimanevano quasi spaesati.

Tranne quello di fisica che, proprio come voi del Cicap, dopo avermi attentamente analizzato e appurato che lo stessi pigliando per il culo, mi mise 1 in pagella senza mai più interrogarmi.

Ma qualcuno sembrò davvero convincersi di avere davanti un giovane talento delle matematiche e mise in dubbio i suoi studi e questo avvenne perché io ero convinta come Razzi quando sostiene la sua amicizia fraterna con Kim.

E quando sei convinto fino all’ultima goccia di midollo e il tuo viso assume le sembianze di due natiche, è lì che puoi conquistare il mondo, fregando il prossimo.

E’ così che Trump ha vinto le elezioni.

Ed è questo il segreto delle fake news.

Di fatti, quando leggiamo una bufala, non è che scrivono “Non siamo sicuri ma l’esistenza del Dio Nettuno in Adriatico potrebbe essere un’eventualità che stiamo ancora analizzando”.

Scrivono “Avvistato Nettuno davanti alla spiaggia di Fano questa mattina. Era a cavallo di un materassino fucsia a forma di pellicano e si toglieva le alghe dai piedi. Lo si attende per questo pomeriggio allo stabilimento La Playa”.

E con questa stessa tecnica, anch’io sono colpevole di aver diffuso bufale alle interrogazioni di matematica.

E anche a mia madre, quando le dissi che in quel sacchettino non c’era marijuana ma erba gatta.

Oppure quando dissi al maresciallo del posto di blocco che mi avevano venduto un deodorante per auto al profumo di Amaretto di Saronno.

O ancora, quando dissi al mio fidanzato che in estate sarei partita con le orsoline per un ritiro femminile a Ibiza.

Insomma, se ci facciamo un esame di coscienza, ci renderemo conto che tutti i giorni utilizziamo le fake news per salvarci il sedere da qualcuno: dal terzo grado di nostro marito o di nostra moglie quando torniamo alle quattro del mattino tutti stropicciati, dalle domande scomode di nostro figlio di tre anni alla scoperta del pisello, da nostra madre che si autoinvita a pranzo tutti i weekend.

Ma soprattutto utilizziamo le fake news per salvarci da noi stessi.

Quante fake news ci siamo detti allo specchio?

Vedete, ci vorrebbe tanta misericordia.

Ci vorrebbe, si.

Ma se non ne hanno avuta con me i professori di matematica, perché dovremmo averne noi nei confronti di chi sostiene che esistano mostri marini nei laghi, medicine miracolose che vendono solo gli sciamani, fantasmi nelle case disabitate, multinazionali che fanno il bene del mondo, deputati che fanno il bene del paese, leghisti scolarizzati, fotomodelli intelligenti e altre stronzate del genere?!

Nessuna pietà per le pseudoscienze, dunque.

E neanche per i professori di matematica.

 

LA BANDA DEL KM ZERO

PROGETTI DI DISINTOSSICAZIONE

So che c’è della gente in giro che finge di volermi bene ma che in realtà mi segue, con le scuse più banali, per capire se io compri o no tutto, a chilometri zero.

Anche voi avete delle persone cosiddette care che vi tendono trappole per mostrare al mondo quanto siete ancora globalizzati e inquinanti.

A queste persone dedico il pezzo che segue.

Affinché ognuno guardi i mille chilometri di terreno incolto che ha nel cervello.

***

Non so se sapete che in questi giorni sto ultimando il reclutamento per formare una squadra di professionisti unica al mondo.

Sto valutando gli ultimi curricula per selezionare persone affidabili e mettere in piedi la prima società segreta di agenti speciali che certifichino se una persona è o meno a chilometri zero.

La Banda del Km-Zero proteggerà le città da quelle bestie che ancora frequentano gli ipermercati invece delle botteghe delicatessen, che si ostinano a mangiare nei fast-food anziché nelle enoteche con cucina, che vanno ostinati nei centri estetici invece di regalarsi una beauty-farm insomma, la Banda ci proteggerà da tutti quei miserabili che ancora non risultano sufficientemente sostenibili.

Siete dubbiosi riguardo a un amico che stimate ma che temete possa acquistare la frutta alla Carrefour, nei punti vendita aperti anche di notte, per non farsi vedere da nessuno?

Volete un aiuto concreto per vostra madre, un accompagnamento affinché non compri pane bianco ma solo pane ai grani antichi, duro come il basalto?

La mia associazione culturale Banda del Km-Zero metterà a disposizione un team di esperti che trasporteranno le vostre madri al più vicino mercato rionale sottoponendole, in modalità del tutto coatta, ad una lista della spesa prestampata che le obbligherà a comprare tempeh e bacche di goji, anche se non sanno di che cazzo si tratti.

La mia associazione culturale Banda del Km-Zero vanterà agenti speciali che, indossato il passamontagna verde bosco, aspetteranno il vostro amico fuori dalla Carrefour per filmarlo e pubblicare il video in diretta su facebook oppure per strattonarlo e rompergli le buste della spesa, sempre che non siano quelle biodegradabili e fetenti che si auto-distruggono appena le sollevi, alla cassa.

images

Voglio creare un team di professionisti in grado di far passare alla gente la voglia di andarsene ai centri commerciali la domenica, voglio che il mio team abbia la concessione statale per poter arrestare quelli che comprano i pomodori a Gennaio.

Poi voglio pene durissime per i soggetti peggiori: per i falsi fricchettoni, per i finti sostenibili.

Voglio creare un dipartimento speciale che si aggiri per le città a caccia di quei vermi immondi che comprano le verdurine coi gruppi di acquisto solidale, che vanno in bicicletta al mercatino, che mangiano solo al bistrot macrobiotico con tutto il vendibile a chilometri zero ma poi comprano l’Iphone dalla California, l’auto dalla Germania, gli abiti fatti in Bangladesh, il sushi pescato in Groenlandia e confezionato in Giappone.

Voglio punizioni corporali per quei rognosi che usano solo carta da culo riciclata e comprano la marmellata all’agriturismo fuori-porta, ogni domenica ma poi, dal lunedì al venerdì lavorano per la multinazionale e scelgono le scarpine Nike per il loro bimbetto, cucite da un suo coetaneo in Cambogia.

Sto reclutando persone affidabili per formare la mia squadra, la Banda del Km-Zero che riceverà la giusta formazione per far piazza pulita.

Perché con la scusa del chilometro zero sia finalmente possibile applicare in maniera corretta tolleranza zero.

E ora scusate ma scappo, che mi chiude l’Ikea.