LA RESURREZIONE DEI GRANDI

COSE FASTIDIOSE

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Mi piace sognare che un bel giorno, tutti i grandi passati per questo bel posticino che un tempo fu il pianeta, possano tornarci per qualche ora a trovare.

Cosa farebbero se fossero richiamati alla vita?

Ma soprattutto, vorrebbero essere richiamati alla vita?

 

Alessandro Manzoni

Si sfilerebbe i preziosi mocassini di velluto e andrebbe, senza contare fino a dieci sotto casa degli editori che pubblicano “le cose” degli influencer con la giustificazione che “Eh, ma vendono”, citofonerebbe e gli editori scenderebbero subito giù perché, che fai, non scendi di corsa se c’è Manzoni sul tuo pianerottolo? E Manzoni li piglierebbe a scarpate sulle guance, a sti farabutti.

 

Frida Kalho

Entrerebbe in un negozio di Desigual ed avrebbe un malore perché va bene il cattivo gusto sudamericano ma così no, dai.

 

Charles Baudelaire

Chiederebbe come abbiamo potuto sopravvivere cent’anni con l’assenzio illegale, in praticamente tutti gli stati europei ad eccezione di Spagna e Portogallo dove richiederebbe subito cittadinanza, anche perché poi, con la sua pensione solo lì starebbe alla grande.

 

Jim Morrison

Andrebbe a cercare le tizie che lo citano continuamente nelle loro miserabili frasi d’amore e affogherebbe loro.

 

Virginia Woolf & Jeff Buckley

Farebbero una petizione online per chiedere l’installazione immediata di depuratori nei maggiori corsi d’acqua del mondo occidentale per consentire a tutti, il diritto sacrosanto di annegare in maniera poetica e non morire prima di sifilide.

 

 

James Brown

Andrebbe nelle discoteche col banchetto di una Onlus, la pettorina azzurra e la spilletta per spiegare ai manager italiani com’è fatta la cocaina vera e che la smettessero di darsi le arie.

 

Maria Callas

Farebbe una donazione di tenia a Giuliano Ferrara.

 

Dalì

Girerebbe un tutorial da diffondere sui social dal titolo “Basta baffi del cazzo”.

 

Freddy Mercury

Chiederebbe subito il numero del cellulare di Malgioglio per potergli dire che và bene lo stile bizzarro, va bene proprio tutto eh, ma così è davvero troppo.

 

Kurt Cobain

Si separerebbe dalla moglie.

 

Claudio Villa

Correrebbe all’Ariston, imbottito di tritolo.

 

Lord Byron

Andrebbe in cerca di quelli che scrivono “Ciaone proprio” e li prenderebbe a pedate col suo piede taurino.

 

Ella Fitzgerald

Aspetterebbe sotto casa i giudici di X-Factor.

Jimi Hendrix

Chiederebbe di dare uno sguardo alla carta d’identità di Justin Bieber per sapere tra quanto compirà 27 anni.

Poi capendo che manca ancora parecchio avrebbe un altro conato di vomito e tornerebbe nell’Ade.

 

Pablo Picasso

Darebbe uno sguardo alle ultime novità di Arte contemporanea e persino lui si sentirebbe forse un po’ vecchio di gusti.

 

Helmut Newton

Manderebbe un pacco bomba alla sede di Instagram.

 

Van Gogh

Finirebbe a San Patrignano a fare la cromoterapia.

 

Sergei Diaghilev

Andrebbe a Ballando sotto le stelle anche lui imbottito di tritolo come Claudio Villa.

 

Oscar Wilde

Snobberebbe il Gay Pride per assenza di discrezione e buon gusto.

 

Anna Magnani

Organizzerebbe una manifestazione europea per abolire la fiction e le attrici romane che sembrano clonate.

 

Nelson Mandela

Farebbe talmente tante cose che finirebbe di nuovo in prigione.

TU E LA ROCKSTAR

COSE FASTIDIOSE
Celebrities as Neoclassical Paintings, George Dawe

Celebrities as Neoclassical Paintings, George Dawe

Scorrendo la graduatoria delle categorie più influenti al mondo, sullo scalino subito dopo Dio e la Mamma, lì si trova la Rockstar.
La Rock-star si venera, non si discute.
Ed effettivamente non mi ci metterei a discutere con uno dei Kiss.
E Mick Jagger quando lo vedi in un live con dietro i suoi compagni che cadono a pezzi (il batterista sembra uno di quei soldatini giocattolo inglesi a carica!) mentre lui si muove come Diaghilev, ti viene davvero voglia di venerarlo.
Comunque la scelta di dare autorità ad un artista che produce musica per comunicare, mi pare felice.
E anche dal punto di vista professionale, il mestiere della rockstar conviene per molti buoni motivi.
Tralasciando la banale faccenda del conto in banca e quella forse meno banale di fare un lavoro che si ama, direi che il mestiere della Rockstar è invidiabile sotto tanti punti di vista: vantaggi di tipo estetico, morale e comportamentale irraggiungibili per soggetti normali e sfigati come noi.

Vediamo insieme alcuni di questi vantaggi che la rockstar può avere, a differenza mia e tua.

 

La Rockstar può:

•    usare la stessa maglietta per settimane
•    morire in una vasca da bagno con un completo elegante diventando così una leggenda. Mentre tu se lo fai, sei un coglione, un disadattato.
•    fracassare camere d’albergo insieme agli amici che tanto poi passa il manager a pagare.
•    vomitare o fare pipì senza dover per forza trovare un posto discreto e appartato per farlo.
•    farsi un taglio di capelli normalmente punibile per legge, un taglio come quello dei Righeira. Che, effettivamente sono stati puniti dalla legge in aeroporto, tornando da Ibiza, con le pasticche nei loro pantaloni alla turca.

  •  Una rockstar può uscire con una, due, quattro, quindici modelle contemporaneamente senza che nessuna di loro si offenda o sia gelosa.
    •    avere gli occhiali scuri in qualsiasi situazione senza risultare patetico.
    •    guidare ubriaco.
  • essere figo anche nelle foto del commissariato al momento dell’arresto, qualora si venga arrestati per guida in stato di ebbrezza.
    •    indossare abiti dal gusto ripugnante e non avere accanto una sola persona che abbia il coraggio di dirglielo.

Infatti Elton John sono 60 anni che si veste come una pappagallina Cacatua.
•    cantare strafatto come Vasco Rossi ai tempi di Alba Chiara ed essere comunque amato dalle mamme.
•    firmare autografi sui sederi delle ragazze e rifiutarsi di farlo sui sederi dei ragazzi o viceversa
•    vedere gente che indossa t-shirt con la sua faccia mentre fa un dito medio
•    sapere che quando morirà venderanno all’asta anche le sue mutande
•    sposarsi e divorziare come fosse un hobby alternativo al burraco o al giardinaggio
•    urlare al microfono stronzate come “mi sentiteee?!!”, tanto il pubblico grida e gode lo stesso
•    dare ai figli nomi irragionevoli e ridicoli, come Pixie o Giagarta, tanto essendo figli di una rockstar da grandi faranno le modelle o gli stilisti.
•    nutrirsi solo di bibite di Starbucks
•   una rockstar può rilasciare interviste che vengono diffuse con lo stesso peso mediatico di un discorso presidenziale.
•    produrre brani che abbiano un solo accordo e nel videoclip far finta di sbranare la chitarra con le gengive.
•    produrre brani che abbiano un solo accordo e a fine concerto spaccare comunque la chitarra, anche se l’hai usata solo per un accordo.
•    incontrare il Dalai Lama, la Regina d’Inghilterra, il Papa e Nelson Mandela, anche se è morto.
•    far salire la mamma sul palco
•    mangiare pipistrelli senza essere linciato dai vegetariani
•    scrivere poesie e avere qualcuno che le legga e che ci faccia le magliette.
•    farsi tradurre i propri pezzi in spagnolo e non vergognarsi a cantarli
•    morire giovane e aver fatturato il triplo di quello che fattureresti tu in sei vite

Bene. Ora sai che, quando ti chiederanno cosa vorresti essere nella prossima vita, rispondere “una farfalla o me stesso, sto benissimo così”, è una cazzata. Devi dire “La Rock Star o al massimo il pappagallino Cacatua di Elton John.”

 

PS. Avere un dipinto ad olio di George Dawe con il tuo muso:

http://www.fubiz.net/2014/02/27/celebrities-as-neoclassical-paintings/