DIAGNOSI

COSE FASTIDIOSE, PROGETTI DI DISINTOSSICAZIONE

Come si chiama la malattia che prende quelli che comprano le Superga con la doppia suola?

Che malattia è quella che hanno i vegetariani che mangiano pesce?

Com’è che si chiama quel virus che attacca le persone quando si trattengono più di due secondi su Canale 5?

Che malattia hanno quelli che rubano gli accendini?

E quella degli attori famosi quando arrivano a fare le pubblicità delle merendine?

Da cosa precisamente sono affetti quei tipi che si fanno tatuare un bacio col rossetto sul collo?

Come si trasmette il virus di quelli che chiedono di parlare con un responsabile quando non la carta di credito gli rifiuta la transazione?

E’ contagiosa la malattia di quelli che suonano dopo un quarto di secondo che il semaforo è diventato verde? Si passa?

Come si chiama la malattia di quelli che ascoltano la partita chiusi in macchina, in un parcheggio?

Che malattia è quella che affligge le persone che inviano più di quattro emoticon in un sms?

Di cosa sono ammalate le persone che votano il meno peggio?

LA SINDROME DA PRODOTTO SPECIFICO

COSE FASTIDIOSE, PROGETTI DI DISINTOSSICAZIONE

Le generazioni del Pianeta Terra hanno mai avuto modo di fermarsi a pensare all’inutilità assoluta che ha in sé il concetto di prodotto specifico?

Ecco dei pratici esercizi per uscire dalla patologia del Prodotto Specifico compulsivo:

Se piglio il detergente intimo e mi ci lavo le ascelle, succede qualcosa di male alle mie ascelle?

 Se compro un balsamo per capelli sfibrati e ho i capelli grassi, impiegherò tanto tempo ad accorgermi che il balsamo che ho acquistato è più o meno identico a qualsiasi altro balsamo del cazzo?

 Se sono indecisa tra il diesel e il blue-excellence-eco diesel che il distributore mi propone al doppio del prezzo, come specifico per migliori prestazioni su strada della mia utilitaria, permetterò al distributore di pigliarmi per il culo?

 Se non sono vegano e mangio un hamburger alla soia, starò male?

 Se metto la crema solare in un giorno di pioggia mi viene la tubercolosi?

Se avete risposto SI ad almeno due di queste domande siete malati di Prodotto Specifico.

Il mangime per cani, guai a darlo al gattino. Morirà senz’altro giovane.

Il giocattolo per bimbi da 0 a 6 anni, crea disagi al fratellino di 7 se gli capita tra le mani, lo sapevi?

Non ti vergogni a comprare una confezione di lamette rosa al supermercato, se quelle da uomo sono finite?

Fai male; perché i tuoi peli sono diversi da quelli di tua moglie.

Allora perché non vengono prodotte creme famose specifiche per negri o cinesi?

Abbiamo pelli diverse, in fondo e non solo sensibili o a tendenza acneica.

Abbiamo pelli diverse, la faccenda dell’idratazione non è da sottovalutare.

Perché qualcuno non si muove una buona volta ad inventare il bagnoschiuma specifico per i punkabbestia che si vestono di pelle anche in estate?

Perché nessuno si sbriga ad inventare la macchina per fare i pop-corn specifica per adulti che non vogliono sentirsi stronzi ad usare quella colorata dei figli?

Se esiste il dentifricio per denti sensibili, allora perché non fare il trasporto pubblico per gente pulita o le sale cinema per quelli che non vogliono commentare ogni cazzo di scena?

Se esistono le escursioni per sole donne perché non mettere sul mercato anche le spazzole specifiche per calvi ostinati che tengono il riporto non volendo far mai i conti con la propria calvizie?

Una spazzola che li rassicuri una buona volta, cotonando i quattro peli che hanno in testa dicendo loro delle piccole frasi motivazionali, dalla cassa di un micro-altoparlante incorporato.

Se esiste un prodotto specifico per qualsiasi tipologia di persona, perché non esiste un prodotto specifico che ci salvi da queste monumentali stronzate?

 

IL BUGIARDINO

GABINETTO DELLE PICCOLE COSE SERIE., PROGETTI DI DISINTOSSICAZIONE

Dio ci protegga dal foglietto illustrativo dei medicinali.

Dal bugiardino.

Che poi se si chiama così, non è certo per rassicurarci.

Il motivo di periglio per gli esseri umani però, non si trova dietro a questo suo nome popolare così ridicolo e ostile, quanto nel suo contenuto che in maniera esplicita, ci piglia per il culo da secoli.

Compri un medicinale per curarti e dentro trovi un piccolo pieghevole che ti mette in guardia dalle mille insidie del mondo e ti catapulta in faccia una quantità di ansie così concrete e precise che quasi quasi il medicinale diventa ai tuoi occhi un metodo efficace con cui morire male, in poco tempo e oltretutto a pagamento.

Andiamo per voci, come fanno loro:

La composizione del farmaco è una delle voci che, se non sai un cazzo di formule chimiche, ti fa rabbrividire.

Sapere poi che qualcuno che non conosci, che non hai mai visto in vita tua e che, al contrario di te conosce perfettamente le formule chimiche, sia titolare assoluto dell’autorizzazione all’immissione in commercio di una roba farmacologica, è inquietante come ritrovarti in autobus con cinquanta arabi con lo zainetto Invicta.

Poi, se non bastassero i sintomi della tua patologia, il bugiardino ignobile ti propone un centinaio di controindicazioni che se ti beccano non lasceranno traccia del tuo albero genealogico.

Raderanno al suolo la tua specie e lo faranno per colpa tua che volevi curarti e invece hai ammazzato la stirpe.

Poi: esiste una differenza tra contro-indicazioni e precauzioni d’uso?

Non sono forse entrambe un unico, grande invito a cagarsi sotto? Almeno una di esse non si poteva evitare e omettere ?!

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Non contento di averti fatto diventare verde vomito dal terrore più che dalla malattia, quello stronzo del bugiardino ti propone eventuali effetti drammatici in caso di interazione con altri farmaci o attraverso le avvertenze speciali che, in sostanza compongono un elegante puzzle delle ultime, extra-ordinarie possibilità di decesso in compagnia del tuo amico farmaco appena acquistato.

Le avvertenze speciali sono le patologie pirotecniche che puoi contrarre se sei uno dei dieci casi su cento ai quali, con l’assunzione della pastiglia in questione, può crescere la coda di carne tra le scapole, uscire la pipì fucsia come quella dei ballerini di Ibiza o si possono squagliare le dita dei piedi in una poltiglia purulenta come alle streghe sui roghi.

Le avvertenze sono dunque gli effetti speciali della medicina e il loro relativo presagio di morte.

Maledetto il bugiardino, il foglietto che ti rammenta che sei spacciato se ti pigli il farmaco e ci bevi sopra una birretta chiara o un caffè, se prendi la macchina per tornare a casa, se aspetti un bambino che quindi a causa della tua incuria nascerà ciclope o come Paolo Limiti.

Il bugiardino ti dice che ti verranno i brufoli nei polmoni se assumi il farmaco e poi fai attività sportiva, se sei celiaco, di Bari, se hai studiato filosofia o tuo papà è in pensione.

Il bugiardino lo sa che tu hai qualcosa che di certo non va e ti tiene d’occhio.

Ti avverte che se resti immobile, fermo dove sei, con le braccia alzate e impagliato come la testa di un orso, con la tua pastiglietta che ti tiene in ostaggio la trachea, non succederà (forse) niente di male.

Altrimenti sei pronto per i vermi.

Proseguiamo leggendo le voci del bugiardino: sovradosaggio, effetti indesiderati, scadenza (che sarà senza dubbio cancellata dagli agenti atmosferici coi numeri falsati e dunque morirai) e infine, ma non per ultimo per importanza, le norme di conservazione, senz’altro simili a quelle di un libro del 1200 a.C. scritto dall’ultimo proprietario del santo Graal.

Il foglietto illustrativo di un qualsiasi medicinale, se ti fermi a pensarci su un attimo, è un ottimo pretesto per farti desiderare di finirla lì, subito ed evitarti così tutte quelle probabili sofferenze eliminando i rischi elencati in modo perpetuo attraverso il decesso pro manu.

E visto che ce l’hai lì e ormai li hai comprati, perché non avvicinarsi alla morte con un bel cocktail di medicinali come fanno le rockstar?!

Adesso hai capito perché le leggende del rock si suicidano col mix medico?!

La rockstar, già di per sé paranoica, dopo aver letto il bugiardino e aver intuito che gli stessi effetti indesiderati colpiranno anche lei/lui, confermando il fatto che fisicamente è uguale a tutti gli altri comuni mortali del cazzo, sceglie di morire per mano chimica.

Alla rockstar e anche a te che scegli di farti fuori, il bugiardino gentile ricorda però di tenere il farmaco fuori dalla portata e dalla vista dei bambini.

Così ti piomba addosso anche il senso di colpa che se schiatti, i farmaci che non sei riuscito a ingerire resteranno lì, sul tavolo dove giocano i tuoi figli a “Uno”.

Allora ti sacrifichi e resti in vita, schiavo di un bugiardino di merda che ti sorride dallo scaffale col suo smile da farmaco senza obbligo di prescrizione mentre tu ora hai serio bisogno di averne una, di prescrizione.

Per questo raccontino ringrazio l’amico Stefano che mi ha indicato l’esistenza di un Contest, di una specie di concorso, dedicato alle diciture più del cazzo dei foglietti illustrativi di tutto il mondo:

http://www.mlaw.org/_pages/pastwinners.htm