BREVE PRONTUARIO DI ALTERNATIVE ALLA BESTEMMIA

PROGETTI DI DISINTOSSICAZIONE

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Chissà come mai parlare di spiritualità orientale affascina e parlare di spiritualità cristiana intristisce?
A prescindere da ciò che possa non piacere della spiritualità in generale, la bestemmia è brutale per l’individuo che la pronuncia.
La bestemmia è internazionale, include tutte le religioni e, proprio come la guerra, la diarrea, la povertà estrema, le banche e McDonald, rende brutto l’individuo che la utilizza, di una bruttezza istantanea, come fosse un sacchettino con le puzzette di carnevale che ti fai esplodere in faccia da solo.
Quando bestemmi ti puzza l’alito perché maledici te stesso.
La bestemmia è una maledizione contro l’umanità, contro la forza creatrice che ti ha generato.
Se anche la causa della nascita della vita fosse riducibile ad una reazione chimica , bestemmiando te la prendi con tale reazione e quindi anche con te stesso.
Perciò cominci a puzzare e profumarti per dissimulare diverrà sempre più impegnativo.
Se anche fossi scettico, ateo o pieno di teorie personali, fidati: meglio non bestemmiare.
Perché nel caso in cui le tue teorie fossero stronzate (come spesso è capitato), poi che figura di merda ci farai a guardare in faccia uno a cui hai dato del maiale fino a pochi secondi prima di schiattare?!
Poi se la tua bestemmia è specifica contro un Dio in particolare è davvero un ossimoro.
Se lo insulti vuol dire che ammetti la sua presenza.
Ecco quindi un prontuario veloce e pratico, da stampare e mettere in macchina, al lavoro o sul comodino, con tante sagge alternative alla bestemmia.
Per voler bene a te stesso e soprattutto a chi ti ha creato anche se magari non vi siete ancora mai incontrati.
Vediamo insieme qualche spunto stimolante:

QUANDO PENSI DI BESTEMMIARE CONTRO DIO, PROVA QUESTA SELEZIONE DI VALIDE ALTERNATIVE :
▪    Le banche
▪    Le veline e i tronisti
▪    Il sindaco di Roma (anche se non sei romano, chiede conferma ad un amico/conoscente della capitale)
▪    I film di Vanzina
▪    l’Inps
▪    Le compagnie telefoniche che ti mandano fatture ingiuste
▪    Alcuni Ex
▪    I dischi di Gigi D’Alessio e di sua moglie
▪    La Mafia italiana, cinese e russa, con questo medesimo ordine, essendo tu italiano.
▪    Le multinazionali americane che stanno comprando i pozzi d’acqua in Africa
▪    La casa bianca
▪    I tornelli in uscita della metropolitana che non si aprono
▪    Il festival di Sanremo
▪    La Salerno-Reggio Calabria
▪    Chi maltratta gli animali e i bambini
▪    Chi abbandona gli anziani negli ospizi
▪    Le concorrenti di Miss Italia che piangono
▪    La pubblicità prima dei video su Youtube
▪    Il cibo in aereo
▪    I ministri che con le auto blu passano in corsia di emergenza
▪    I giornali di gossip e quelli di cronaca nera
▪    Il gioco d’azzardo
▪    Le tracine
▪    Le giurie dei concorsi canori in TV
▪    La musica techno
▪    Gli spacciatori che vendono la chetamina ai ragazzi
▪    Le Hogan
▪    Quelli che fanno i tarocchi a pagamento
▪    I bar che vendono le bottigliette d’acqua a 6 euro solo perché sono in centro storico
▪    Chi produce i concerti di Justin Bieber
▪    La batteria dell’Iphone
▪    Peppa Pig
▪    Forte dei Marmi ad agosto
▪    Le strisce blu dei parcheggi
▪    Il trasporto pubblico italiano
▪    I peli superflui
▪    Il prezzo della benzina
▪    Barbie
▪    I professori del figlio di Bossi
▪    Il vizio dell’omertà
▪    Il crampo al polpaccio
▪    Certa musica latino-americana
▪    I pettegolezzi
▪    I brufoli con la punta bianca

 

SINFONIA DEL DISORDINE

SINFONIE

 

Bene, voglio spiegare il mio concetto di disordine cosmico una volta per tutte.

Mi salverò dalle ingiurie delle persone che vivono con me.

(Essere simpatiche e carine non basta più, mannaggia)

C’è chi pretende anche la disciplina degli oggetti in casa.

Mi pare eccessivo, francamente.

Disordine

Ecco, secondo la mia filosofia e anche secondo quella del Feng Shui (funzionerà con questa stronzata orientale) gli oggetti usati hanno una loro presenza, non dico un’anima, ma una loro rispettabilità.

Gli oggetti in un paese democratico hanno quindi il diritto di prendersi i loro spazi e non sempre questi spazi corrispondono a quelli che noi vorremmo concedere loro.

Io mi limito semplicemente ad agevolare questo diritto alla libertà di espressione spaziale.

Chiamo per nome gli Oggetti, ricordando sempre il posto che vanno a prendere, dopo l’uso, accoccolati da qualche parte.

Ora ad esempio: se un pedalino, durante il volo che lo separa dal mio piede al cassetto, necessita di posarsi dentro una tazza sporca, chi sono io per mutare questo nuovo ordine cosmico?

Se un pacchetto di biscotti prende la giusta forma accanto al cuscino del letto perché dovrei violentarlo, riponendolo nella dispensa?

Non posso farlo.

Il creato deve potersi esprimere attraverso i suoi cambiamenti.

E grazie a questa libertà che regalo ai miei oggetti personali, ricevo in cambio la consapevolezza mistica della loro posizione.

Nel momento in cui ho bisogno di loro,  è come se gli oggetti mi chiamassero, riconoscenti della loro libertà..

..da sotto le matasse di pigiami e in cima alle pile di libri…

-…Ma dove avrò messo le chiavi di casa…

– Siamo qui, in bagno, nel cestino dei panni sporchi!

Gli oggetti che lascio vivere per casa mi guardano e mi sorridono, facendo capolino dai cassetti oppure al culmine della felicità, quando vengono lasciati riposare a terra, a respirare.

Raccogliere un oggetto lasciato per casa in terra è qualcosa di estremamente innaturale.

E come se noi, sdraiati su un bel prato a primavera, venissimo ad un certo punto, presi da un gancio metallico enorme che ci ripone in qualche scaffale o ci chiude dentro un armadio con in bocca una palla di naftalina.

Incubo.

Si alla Sinfonia del Disordine !

No alle cantilena avvilente dell’ordine !

Ecco cosa non sopporto della tragedia di vivere con qualcuno.

Oltre a doverlo amare, devi consentirgli di trovare le cose quando servono.

E’ difficile infatti incontrare qualcuno che abbia la mia stessa capacità di interagire spiritualmente con gli oggetti.

Per salvarci dalla rabbia del nostro partner che cerca inferocito, la fodera del computer prima di andare a lavorare, noi impariamo non solo la non violenza, ma capiamo anche che ci sono menti inferiori che hanno bisogno del nostro aiuto, che hanno bisogno della traduzione della lingua degli oggetti liberi.

Lingua che il nostro partner tutto rosso di rabbia mentre non trova la sua cazzo di fodera, ignora.

Eppure, caro partner, quelle corse nudi a cercare le mutande dietro alle librerie, non appartengono forse ai tuoi più bei ricordi ?

NO all’ingegneria nella vita quotidiana

SI al disordine selvaggio e intraprendente.

I bambini imparano a saper cercare le cose davvero importanti nella vita.

I grandi apprendono l’arte sublime della pazienza.

E gli oggetti vivono la loro esistenza in santa pace.

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