PICCOLO SEGRETO INDUSTRIALE

COSE FASTIDIOSE, PROGETTI DI DISINTOSSICAZIONE

Ho trovato, in fondo all’armadio, un cioccolatino industriale.

Appartiene alla mia vecchia vita, ora mangio solo cioccolato prodotto da piante italiane registrate all’anagrafe e stagionato per anni nelle culle delle cliniche pediatriche, in Svizzera.

Cosa devo farne?

Quale potrebbe essere la cosa migliore da fare?

Divorarlo e annegare nei sensi di colpa oppure raccoglierlo e riporlo tra i rifiuti non riciclabili, chiamare quelli che ritirano i rifiuti pericolosi, in modo che la sua materia organica temibile non contamini l’humus del mio orto?

Un’altra possibilità è quella che poi è la nostra missione, quella che spetta a noi, guerrieri della luce, nati in questa epoca post-industriale: buttare il cioccolatino chimico nella pattumiera lanciandogli contro mille maledizioni.

Mi avvicino quindi allo scaffale dell’armadio e allungo la mano verso il disgraziato fagottino avvolto nel malefico cellophane colorato.

Più mi avvicino e più salivo come un mastino napoletano di undici anni.

Cerco di darmi un tono.

Cerco di nascondere al mio ideale, la bocca piena di bava e lo stomaco che urla desideri immondi.

Piglio il cioccolatino, spingo col piede sul pedale del secchione e mi scaravento nella trachea il demoniaco, squisitissimo snack.

Non respiro per qualche minuto, ho un Nirvana.

Poi torno in me, mi sistemo, mi lavo i denti, esco di casa guardinga, controllo che nessuno mi abbia vista e scivolo fuori dal pianerottolo verso il mercato contadino.

LA NUOVA MONETA

COSE FASTIDIOSE, PROGETTI DI DISINTOSSICAZIONE

Ho scoperto che in giro c’è una nuova moneta.

Una nuova valuta, fresca fresca di conio*.

E’ internazionale anche se, ho scoperto che è utilizzata prevalentemente in Italia.

Un altro primato da aggiungere ai tantissimi del nostro amato Made in Italy.

Procacciarsi questa moneta è semplicissimo e mi dicono che equivalga, pari pari, a tutte le altre monete in circolazione.

Anzi, c’è chi sostiene che valga molto di più!

Una nuova moneta!

Non ditemi che non la conoscete?

Si chiama Visibilità.

Pare sia un metodo di pagamento all’avanguardia e che ormai la usano tutti, più di paypal!

Allora, voglio iniziare anch’io ad usarla ma, non vi nego che devo ancora capire bene come funzioni.

Si, perchè, qualche giorno fa sono andata al supermercato e non vi dico con che gioia ho caricato ben due carrelli della spesa!

Li ho riempiti di tutte le delizie gastronomiche possibili e non mi sembrava vero!

Mi sono quasi ammazzata, trasportando i due carrelli carichi come quelli di una miniera!

Ebbene, arrivo alla cassa e resto a guardare incantata tutte le meraviglie che scorrono sul tapis roulant del supermercato.

Poi, quando arriva il momento di fare la spesa, io faccio la figa e dico che non pago nè in contanti nè con la carta: dico che pago in visibilità.

La cassiera, che forse è un pò ignorante e non sa come va il mondo, mi manda affanculo.

Mi dice di togliermi di mezzo perchè, dice, se non viene la polizia a riempirmi di manganellate, senz’altro lo farà il suo collega, quando saprà di dover rimettere al loro posto, tutte le cose che ho pensato di comprare.

Immaginatevi il mio imbarazzo.

Sono confusa.

Spiegatemi voi come si usa ‘sta visibilità perché c’è un sacco di gente che vuole pagarmi così, ma allora perchè io non posso farci la spesa al supermercato?

Dico, se questa moneta è così utile perchè non posso pagarci la parcella al commercialista e perchè il dentista mi ha riso in faccia quando hli ho detto che lo avrei pagato in visibilità e che avrei parlato del suo studio a tutti i miei amici?!

Mi avevano detto che è un metodo di retribuzione versatile e leggero, che porta fortuna e un sacco di clienti nel proprio mestiere: allora, perchè non posso pagare il pieno di gasolio al gippone, dal benzinaio?

Sento come un brivido dietro la schiena.

Ho una fitta alle tempie.

Non ditemi che stanno cercando di incularci, con questa storia della visibilità.

*Che poi, la parola coño in spagnolo è una brutta parola, dovevamo capirlo subito, vista l’assonanza con conio.

 

LA SINDROME DA PRODOTTO SPECIFICO

COSE FASTIDIOSE, PROGETTI DI DISINTOSSICAZIONE

Le generazioni del Pianeta Terra hanno mai avuto modo di fermarsi a pensare all’inutilità assoluta che ha in sé il concetto di prodotto specifico?

Ecco dei pratici esercizi per uscire dalla patologia del Prodotto Specifico compulsivo:

Se piglio il detergente intimo e mi ci lavo le ascelle, succede qualcosa di male alle mie ascelle?

 Se compro un balsamo per capelli sfibrati e ho i capelli grassi, impiegherò tanto tempo ad accorgermi che il balsamo che ho acquistato è più o meno identico a qualsiasi altro balsamo del cazzo?

 Se sono indecisa tra il diesel e il blue-excellence-eco diesel che il distributore mi propone al doppio del prezzo, come specifico per migliori prestazioni su strada della mia utilitaria, permetterò al distributore di pigliarmi per il culo?

 Se non sono vegano e mangio un hamburger alla soia, starò male?

 Se metto la crema solare in un giorno di pioggia mi viene la tubercolosi?

Se avete risposto SI ad almeno due di queste domande siete malati di Prodotto Specifico.

Il mangime per cani, guai a darlo al gattino. Morirà senz’altro giovane.

Il giocattolo per bimbi da 0 a 6 anni, crea disagi al fratellino di 7 se gli capita tra le mani, lo sapevi?

Non ti vergogni a comprare una confezione di lamette rosa al supermercato, se quelle da uomo sono finite?

Fai male; perché i tuoi peli sono diversi da quelli di tua moglie.

Allora perché non vengono prodotte creme famose specifiche per negri o cinesi?

Abbiamo pelli diverse, in fondo e non solo sensibili o a tendenza acneica.

Abbiamo pelli diverse, la faccenda dell’idratazione non è da sottovalutare.

Perché qualcuno non si muove una buona volta ad inventare il bagnoschiuma specifico per i punkabbestia che si vestono di pelle anche in estate?

Perché nessuno si sbriga ad inventare la macchina per fare i pop-corn specifica per adulti che non vogliono sentirsi stronzi ad usare quella colorata dei figli?

Se esiste il dentifricio per denti sensibili, allora perché non fare il trasporto pubblico per gente pulita o le sale cinema per quelli che non vogliono commentare ogni cazzo di scena?

Se esistono le escursioni per sole donne perché non mettere sul mercato anche le spazzole specifiche per calvi ostinati che tengono il riporto non volendo far mai i conti con la propria calvizie?

Una spazzola che li rassicuri una buona volta, cotonando i quattro peli che hanno in testa dicendo loro delle piccole frasi motivazionali, dalla cassa di un micro-altoparlante incorporato.

Se esiste un prodotto specifico per qualsiasi tipologia di persona, perché non esiste un prodotto specifico che ci salvi da queste monumentali stronzate?